domenica 19 febbraio 2017

Cittadinanza veneziana vero organismo vivente

LA SEPARAZIONE DI ORGANI VITALI
PRODUCE LA MORTE DI TUTTO IL CORPO
La città è come un organismo vivente e soffre di "patologie politiche".

Si parla di separazioni, di autonomie per gestire il Bene comune.
Venezia è un centro abitato di notevole estensione, costituito non solo di edifici pubblici e privati di importanza storica, ma è soprattutto sede di funzioni civili e amministrative, cioè è comunità fatta di persone, di uomini e donne che vivono in un "corpo" dove c'è un cuore che pulsa e una testa che sovrintende tutta la "struttura". Il cuore è a Venezia "insulare" e gli altri organi sono sulla terraferma".
Come Marghera è un'entità costituita da "MARE-TERRA", così tutto il Comune di Venezia vive di "mare e di terra", uno sostiene l'altro come nella Repubblica Veneta, dove il territorio teneva in vita il "Comune dei Veneziani" e il Senato amministrava bene il suo territorio, numerando gli alberi per la costruzione delle galere e deviava i fiumi per impedire alla sabbia e alla terra di riempire la laguna e soffocare la peculiarità di una città lagunare.
Se "la testa" non sa amministrare bene "terra e mare", basta "cambiarla", chiamando un uomo o una donna del Comune di Venezia che sappia armonizzare le problematiche specifiche di una grande città, come avviene in altre città del mondo dove i ponti non separano ma uniscono ulteriormente le singole parti per l'amministrazione della la cittadinanza.
Negli ultimi anni sono stati "chiamati all'amministrazione", come sindaci, degli elettori che non conoscevano la specificità e le difficoltà della terraferma perché nati e cresciuti nelle "calli" o in abitazioni in cui si aveva soltanto la visione ristretta di un canale.
Nei precedenti referendum per la separazione di Mestre da Venezia molti elettori ed elettrici solevano dire: " Io abito a Mestre , ma il mio cuore è a Venezia".
Sulla terraferma ci sono circa 200 mila cittadini e nella "città insulare" vivono circa 50 mila persone. Occorre scegliere la persona "giusta" del Comune di Venezia per l'amministrazione del "Bene di noi tutti".
Separare Mestre dal "Centro Storico Veneziano" significa aprire l'agone politico ad ulteriori divisioni di Mestre in altri 5 Comuni tra cui Marghera con tutte le sue peculiarità, Favaro Veneto con il suo aeroporto ed altri centri di periferia veneziana.
Mestre diventerebbe un piccolo centro intorno a Piazza Ferretto con una stazione ferroviaria destinata ad essere ridotta per la sua poca importanza.
Venezia diventerebbe un grande museo con un certo numero di guardiani e tante telecamere per il controllo delle pietre storiche. I suoi cittadini sarebbero alle dipendenze di profitti e interessi di speculatori non veneziani.
Francesco Liparulo

sabato 18 febbraio 2017

Salvaguardia dei valori forti degli Italiani

CENTRO DI FORZE DINAMICO
PER  UNA  SOCIETÀ  ATTENTA
“Bruxelles, 13 feb. - Con una crescita stimata allo 0,9% per il 2017, l'Italia sarà l'unico paese della zona euro e dell'Unione Europea a registrare un incremento del Pil di meno dell'1% nel corso di quest'anno. E' quanto emerge dalle previsioni economiche d'inverno, pubblicate in mattinata dalla Commissione, secondo le quali la crescita media dell'Eurozona e' dell'1,6% e quella dell'Ue dell’1,8%. (Repubblica.it) Ultima nella classifica dei tassi di crescita del Pil previsti dalla Commissione Ue. Nel 2015 siamo stati terzultimi, nel 2016 penultimi dietro la Grecia”.

Qual è la questione del nostro Paese? 
L'incubo della disoccupazione affligge "le fasce più deboli" degli Italiani

C'è l'esigenza per la società civile di uno Stato più umano che “riconosca e sostenga” la persona umana secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che possa conservarsi nel tempo. Si tratta di riaffermare e realizzare per la nostra “società attenta ed esigente” i “valori forti” del popolo italiano che sono “dignità della persona che lavora, famiglia, solidarietà, sussidiarietà, economia sociale di mercato” per far fronte all’impoverimento delle famiglie, alla crescente disaffezione verso la politica, al peggioramento delle prospettive di stabilità per il lavoro dei giovani e all’ingiustizia sociale che permette a pochi di vivere nell’abbondanza e a molti di indebitarsi per fronteggiare la “perfida crisi”.

Occorre generare nuove imprese, attrarre nuovi investimenti, dare un valore positivo a chi fa impresa, riportare al centro il lavoro con un mercato inclusivo per i giovani, le donne e gli immigrati. 

L’esortazione è quella di costruire una società più giusta il cui centro è la persona che si realizza liberamente, cioè una comunità fondata sul progresso della vita e sulla forza della libertà in cui sia riconosciuta la dignità dell'uomo esistenziale dal suo concepimento fino alla sua morte naturale. 
Le soluzioni già adottate dei problemi dell’attuale mondo economico e finanziario globalizzato minano la concezione cristiana dell'uomo e del suo destino, perché sono basate sull’idea che l’uomo non è il soggetto delle attività umane, ma un oggetto manipolabile per qualsiasi scopo utilitaristico e individualistico. 

Lo Stato deve provvedere a migliorare le infrastrutture, a sostenere la ricerca scientifica e a regolamentare il mercato, producendo normative finanziarie e creando maggiore equilibrio tra domanda e offerta nell’ambito del territorio nazionale. Si tratta di frenare la povertà dilagante e la perdita dei posti di lavoro, garantendo equità sociale ed eliminando le ingiustizie sociali tra chi ha troppo e chi non ha nemmeno il necessario per mantenere la famiglia. 

La “cellula vitale” della società, la famiglia naturale, è minacciata dalla pressione degli interessi utilitaristici che non considerano il valore e la dignità dell’essere umano. Questa espressione originaria della società umana richiede il rispetto del principio di sussidiarietà, inteso come aiuto economico, istituzionale, legislativo offerto alla famiglia. Soltanto la costituzione di una società “a misura di famiglia” può garantirla dalle derive individualiste perché la persona e i suoi bisogni devono essere al centro delle attenzioni delle Autorità politiche.
Si avverte la necessità di costruire un Centro coeso “di molte forze politiche” di ispirazione popolare, liberale, cristiana e sociale. La politica degli interessi ha dimenticato i valori del popolo italiano. 

La democrazia è un sistema politico e la comunità civile ha esigenza di ritrovare la propria identità attraverso l’azione di politici che sappiano promuovere il benessere sociale per tutti. I valori del popolo italiano tra cui in primo luogo quello della persona e del lavoro devono essere difesi per conservare la nostra identità. 

La globalizzazione si governa promuovendo occupazione che dà prosperità, garantendo l'equità che elimina le ingiustizie sociali e armonizzando la sostenibilità per le prossime generazioni. Soltanto l'intervento dello Stato può compendiare l'azione degli investitori mondiali in modo da attrarre i capitali con una giusta ed equa regolamentazione finanziaria e commerciale per promuovere occupazione e progresso per tutta la cittadinanza, cioè attuare un'economia sociale di mercato e promuovere la solidarietà e la sussidiarietà.

Ciò che impedisce la crescita per gli esperti di economia, per chi fa impresa e per i lavoratori è la mancanza di volontà politica. Occorre che il Parlamento si impegni per utilizzare tutte le risorse del Paese al fine di superare l'attuale crisi sociale e produttiva. Si tratta di legiferare per quello che interessa alla società civile, cioè adottare tutte le misure politiche con provvedimenti mirati a rilanciare l'economia sociale di mercato. I cittadini che amano la libertà e vogliono che le Istituzioni provvedano alla loro vita quotidiana, basata sul lavoro, la famiglia e i figli, vogliono un rilancio dell’occupazione e la creazione di nuovi posti di lavoro.


Francesco Liparulo - Venezia

martedì 14 febbraio 2017

L’Italia ai margini della produttività europea

IL PD RENZIANO DISTOGLIE L’ATTENZIONE 
DAI VERI PROBLEMI DELLA CITTADINANZA
“Bruxelles, 13 feb. - Con una crescita stimata allo 0,9% per il 2017, l'Italia sarà l'unico paese della zona euro e dell'Unione Europea a registrare un incremento del Pil di meno dell'1% nel corso di quest'anno. E' quanto emerge dalle previsioni economiche d'inverno, pubblicate in mattinata dalla Commissione, secondo le quali la crescita media dell'Eurozona e' dell'1,6% e quella dell'Ue dell’1,8%. (Repubblica.it) Ultima nella classifica dei tassi di crescita del Pil previsti dalla Commissione Ue. Nel 2015 siamo stati terzultimi, nel 2016 penultimi dietro la Grecia”.

L'attività politica dovrebbe  essere basata sui bisogni più intimi della vita delle persone. 

L’autorità risiede nel popolo che ne mantiene il diritto e ne dà il diritto a un certo numero di persone, cioè il popolo mantiene il diritto all’autogoverno e attribuisce per cinque anni l’esercizio del diritto a governare ai suoi delegati parlamentari e agli amministratori locali. Il diritto e il dovere di governare viene delegato.

Si tratta di governo democratico nel senso che è governo del popolo, da parte del popolo e per il popolo, secondo la formula dell'americano Abramo Lincoln.

Nel momento storico della globalizzazione occorre migliorare l’organizzazione economica mondiale che risulta scompensata con il movimento dei capitali e con l’utilizzazione delle conoscenze tecnologiche. Occorre affrontare i problemi della comunità facendo riferimento al cittadino come persona umana e alla società politica strutturata in grande quantità di società e comunità d'ordine inferiore.

La Costituzione della Repubblica italiana è elemento fondamentale di convivenza in cui sono elencati diritti e doveri per tutti i cittadini e per i rappresentanti del popolo.
Nella democrazia parlamentare, i cittadini eleggono i rappresentanti che sono deputati a decidere sui vari aspetti della vita politica. Essi mantengono il possesso del diritto all’autogoverno che è inalienabile e trasferiscono l’esercizio del diritto ai rappresentanti scelti.

I candidati al governo della città devono essere in grado di ridestare la tensione morale nella società civile per far esprimere ai cittadini la propria identità con l’impegno di tutti coloro che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. 
Si tratta di scegliere cittadini che presentano un programma di idee, realizzabili con la condivisione dell’etica del popolo, per far funzionare in modo corretto l’economia locale e concorrere all’economia di tutto il

La società democratica dovrebbe strutturasi come società pluralistica organizzata secondo livelli diversi, cioè ordinata da persone, cittadini che formano una rete intermedia fatta di famiglie, sindacati e associazioni che danno struttura alla società e forma politica allo Stato.

Francesco Liparulo - Venezia

domenica 12 febbraio 2017

Il disagio sociale e il rigetto dei politici

VALORI UMANI DISCONOSCIUTI
C'è l'esigenza, in questo momento di disagio sociale, di uno Stato che riconosca e sostenga le famiglie e le imprese secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di energie singole e di organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo e non degeneri per “le patologie politiche” presenti nella comunità.
I valori fondamentali della società (la persona umana, la famiglia, la sussidiarietà, la solidarietà) passano in secondo luogo nel sistema Stato - mercato che impone le proprie concezioni individualistiche nell’attuale mondo globalizzato, dove le regole del mercato non tengono conto della dignità della persona umana.
Nel mondo del lavoro, anche nei settori in forte sviluppo, conta la competizione e la produttività, cioè l’orientamento culturale è favorevole sempre di più all’individualismo e al “privatismo”, a scapito di coloro che hanno soltanto le proprie braccia per provvedere a se stessi e alle proprie famiglie.
Lo Stato è il primo responsabile di tutta la politica del lavoro, cioè è il datore di lavoro indiretto che deve provvedere all’emanazione delle leggi che disciplinano il settore lavorativo. Le attività delle società produttive, direttamente responsabili perché determinano i contratti e i rapporti di lavoro, esigono una politica che garantisca il rispetto degli inalienabili diritti delle persone.
La giustizia nei rapporti lavoratore - datore di lavoro non solo si attua con una equa remunerazione, ma anche e soprattutto con una legislazione che aiuti le imprese a garantire posti di lavoro per il sostentamento delle famiglie.
La difesa degli interessi esistenziali dei lavoratori in tutti i settori produttivi è resa possibile soltanto da uno Stato che dispone di istituzioni che considerano la persona umana come soggetto del lavoro e non come “merce” per aumentare la ricchezza del Paese.
La responsabilità primaria in una società civile e politica spetta all'autorità politica, intesa come funzione essenziale senza la quale la persona umana non può acquisire il bene comune, indispensabile alla sua vita e a quella di tutta la società civile.
Il compito delle persone, investite di potere politico, è quello di emanare una legislazione che garantisca un'ordinata convivenza sociale nella vera giustizia perché tutti i lavoratori possano trascorrere una vita dignitosa. La legge civile deve assicurare soprattutto i diritti fondamentali che appartengono alla persona.
Il lavoro è un bene essenziale perché con esso l’uomo realizza se stesso ed espleta la sua libertà nella comunicazione con gli altri per la creazione del bene comune, necessario al benessere materiale e spirituale della società civile.
L'operaio ha anche una vita familiare che è un suo diritto e una sua vocazione naturale. La sua attività è condizione per la nascita e il mantenimento della famiglia, ritenuta cellula primordiale di tutta la comunità civile. La perdita del salario del capo famiglia mina alla radice l'unità fondamentale della stessa società.
Il valore del lavoro umano, che è tale perché caratteristica essenziale di ogni persona e bene fondante di ogni sviluppo sociale, non può essere calpestato per finalità non rispondenti ai veri bisogni primari dei cittadini.
Il benessere materiale perde significato se non si dà importanza alla dignità del lavoro, cioè la società civile si disgrega e perde coesione se l’attività che genera ricchezza non è protetta da norme che assicurino l’esistenza del lavoratore e della sua famiglia.
Francesco Liparulo - Venezia

domenica 5 febbraio 2017

Nuove elezioni per una ripresa di fiducia

SOLUZIONI PER GOVERNARE IL PAESE 
CON EQUITÀ E TRASPARENZA POLITICA
La questione del governo del Paese richiede la costituzione di un “Partito di riformisti”, costituito da cittadini decisi ad ascoltare il popolo e a trovare i rimedi per uscire dalla crisi economico – finanziaria. 

Le restrizioni sociali imposte dai governi, per la salvaguardia delle finanze pubbliche, richiedono un passo decisivo nella direzione dello sviluppo e dell'occupazione per uscire dalla povertà dilagante.

C'è l'esigenza per la società civile di uno Stato più umano che “riconosca e sostenga” il cittadino secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo. 

Il governo deve provvedere a migliorare le infrastrutture, a sostenere la ricerca scientifica e a regolamentare il mercato producendo normative finanziarie e creando maggiore equilibrio tra domanda e offerta nell’ambito del territorio nazionale. 

Si tratta di frenare la povertà dilagante e la perdita dei posti di lavoro, garantendo equità sociale ed eliminando le ingiustizie sociali tra chi ha troppo e chi non ha nemmeno il necessario per mantenere la famiglia. 

Occorre dare spazio alla sussidiarietà, generare nuove imprese, attrarre nuovi investimenti, dare un valore positivo a chi fa impresa, riportare al centro il lavoro con un mercato inclusivo per i giovani, le donne e gli immigrati.

"C’è anche un dovere morale di ridare fiducia al Paese, creando nuove occasioni di lavoro e dando ossigeno alle aziende per esprimere ogni potenziale al meglio”.

L’ossigeno vitale non arriva a chi è impegnato nella produttività del Paese, cioè i lavoratori si trovano ad affrontare una disoccupazione che diventa sempre più insostenibile e le banche continuano a non agevolare il credito a chi fa impresa e genera produttività e la lavoro.

“Siamo a un punto di disfunzione democratica pericolosissima – ha detto l’economista Marco Vitale – dobbiamo ricostruire la democrazia del nostro Paese e mondialmente dobbiamo ricostruire il pensiero economico, cioè occorre un paziente lavoro coerente per traghettare l’Italia fuori da questa situazione attraverso dismissioni, sviluppo del reddito e la diminuzione della macchina politica che è la più costosa del mondo”.

Si tratta di riaffermare e realizzare per la nostra “società attenta ed esigente” i “valori forti” che sono la dignità della persona che lavora, la famiglia, la solidarietà, la sussidiarietà l’economia sociale di mercato.

Occorre scegliere persone in grado di risvegliare nel popolo i valori che sono alla base della società civile italiana. L'invito è rivolto soprattutto ai giovani “in grado di dare una spinta decisiva al cambio di passo del nostro Paese”.
La società politica necessita di uomini e donne che possano dare un senso all’esistenza concreta del cittadino, cioè la cittadinanza ha bisogno di persone che credono a un Progetto per il Paese. 

Scendere in campo per raggruppare tutti coloro che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. 

Francesco Liparulo - Venezia

sabato 4 febbraio 2017


Nuove elezioni politiche per gli Italiani
LA LEGISLATURA È ORMAI CHIUSA 
IL REFERENDUM CHIAMA AL VOTO



I cittadini sono pronti per le elezioni politiche.
C'è l'esigenza, in questo momento di crisi sociale e politica, di uno Stato che riconosca e sostenga le famiglie e le imprese secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di energie singole e di organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo e non degeneri per “le patologie politiche” presenti nella comunità.

I valori fondamentali della società (la persona umana, la famiglia, la sussidiarietà, la solidarietà) passano in secondo luogo nel sistema Stato - mercato che impone le proprie concezioni individualistiche nell’attuale mondo globalizzato, dove le regole del mercato non tengono conto della dignità della persona umana.

L'Eurozona dei popoli europei non ha portato alcun beneficio agli Italiani che vedono i giovani senza prospettive costretti a fuggire all'estero per trovare un lavoro anche se non rispondente alla loro preparazione professionale, i lavoratori senza un reddito e i pensionati diventati sempre più poveri con l'euro che ha dimezzato le loro capacità di acquisto dei beni necessari alla loro vecchiaia. Molti cittadini non riescono più a curarsi per il costo elevato delle medicine e per l'inadeguatezza del loro reddito.

L'Inghilterra con la "Brexit" ha deciso di non far parte dell'Eurozona e gli USA hanno scelto un presidente controcorrente che vuol restituire agli Stati Uniti il primato dei benefici derivanti dalla globalizzazione dei mercati.

L'Italia è impoverita e la cittadinanza sta soffrendo in balia di politici che guardano soltanto ai profitti dei loro amici.

Francesco Liparulo - Venezia

venerdì 3 febbraio 2017

Coesione per vincere la "perfida" crisi

LA LEGISLATURA È CHIUSA
POPOLO PRONTO  AL VOTO
I cittadini sono pronti per le elezioni politiche. 

C'è l'esigenza, in questo momento di crisi sociale e politica, di uno Stato che riconosca e sostenga le famiglie e le imprese secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di energie singole e di organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo e non degeneri per “le patologie politiche” presenti nella comunità. 

I valori fondamentali della società (la persona umana, la famiglia, la sussidiarietà, la solidarietà) passano in secondo luogo nel sistema Stato - mercato che impone le proprie concezioni individualistiche nell’attuale mondo globalizzato, dove le regole del mercato non tengono conto della dignità della persona umana.

Nel mondo del lavoro, anche nei settori in forte sviluppo, conta la competizione e la produttività, cioè l’orientamento culturale è favorevole sempre di più all’individualismo e al “privatismo”, a scapito di coloro che hanno soltanto le proprie braccia per provvedere a se stessi e alle proprie famiglie.

Lo Stato è il primo responsabile di tutta la politica del lavoro, cioè è il datore di lavoro indiretto che deve provvedere all’emanazione delle leggi che disciplinano il settore lavorativo. Le attività delle società produttive, direttamente responsabili perché determinano i contratti e i rapporti di lavoro, esigono una politica che garantisca il rispetto degli inalienabili diritti delle persone.

La giustizia nei rapporti lavoratore - datore di lavoro non solo si attua con una equa remunerazione, ma anche e soprattutto con una legislazione che aiuti le imprese a garantire posti di lavoro per il sostentamento delle famiglie.

La difesa degli interessi esistenziali dei lavoratori in tutti i settori produttivi è resa possibile soltanto da uno Stato che dispone di istituzioni che considerano la persona umana come soggetto del lavoro e non come “merce” per aumentare la ricchezza del Paese.

La responsabilità primaria in una società civile e politica spetta al''autorità politica, intesa come funzione essenziale senza la quale la persona umana non può acquisire il bene comune, indispensabile alla sua vita e a quella di tutta la società civile.

Il compito delle persone, investite di potere politico, è quello di emanare una legislazione che garantisca un'ordinata convivenza sociale nella vera giustizia perché tutti i lavoratori possano trascorrere una vita dignitosa. 

La legge civile deve assicurare soprattutto i diritti fondamentali che appartengono alla persona

Il lavoro è un bene essenziale perché con esso l’uomo realizza se stesso ed espleta la sua libertà nella comunicazione con gli altri per la creazione del bene comune, necessario al benessere materiale e spirituale della società civile. L'operaio ha anche una vita familiare che è un suo diritto e una sua vocazione naturale. La sua attività è condizione per la nascita e il mantenimento della famiglia, ritenuta cellula primordiale di tutta la comunità civile. La perdita del salario del capo famiglia mina alla radice l’unità fondamentale della stessa società.

Il responsabile di questo stato sociale è lo Stato che non salvaguarda la coesione sociale e permette la nascita di una contraddizione tra sviluppo economico e il fondamento della comunità, perché consente l’inversione dei valori che sono alla base della comunità civile. La dignità della persona e della famiglia passa in secondo ordine rispetto alla produzione dei beni economici.

L'esigenza di creare ricchezza e sostenere la competizione nel mondo globalizzato non può tralasciare la preminenza dei valori essenziali e il mantenimento della coesione sociale, cioè non può tralasciare di assicurare il sostentamento e l’esistenza quotidiana della vita dell’uomo, soggetto inalienabile di tutte le attività sociali.

La società politica necessita di uomini e donne che possano dare un senso all’esistenza concreta del cittadino, cioè la cittadinanza ha bisogno di persone che credono a un Progetto per il Paese. Si tratta di votare per i rappresentanti del popolo che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. 

Francesco Liparulo - Venezia

Vecchi leader si ripresentano per abbindolare il popolo

INDIGENZA E MANCANZA DI LAVORO
L’EURO NON HA RISOLTO I PROBLEMI
"Adesso" c'è povertà dilagante e mancanza di lavoro in Italia con un debito pubblico che supera 2 mila miliardi di euro di cui ogni anno il contribuente deve pagare circa 80 miliardi di interessi. La crisi economico - finanziaria ha portato disoccupazione e povertà per 8 milioni di cittadini italiani. 

I vecchi partiti rischiano di scomparire, dilaniati da beghe interne. Il popolo è sfiduciato da una politica che non trova soluzioni per affrontare la crisi attuale provocata dalla globalizzazione dei mercati finanziari e commerciali. 

In tempi recenti, è avvenuto un equivoco dove “federalismo è apparso come vertigine scompositiva, cioè si volevano plasmare gli spiriti con l’idea che gli organismi della società politica debbano segmentarsi. Il dispotismo delle maggioranze politiche si è trasformato in demagogia con “l’esaltazione dell’etnos”, cioè preminenza della comunità chiusa o ripiegamento sulla realtà del campanile.

È in atto lo scontro per le prossime elezioni politiche. I vecchi partiti sono dilaniati nel loro interno e nuovi sedicenti leader si confrontano per l'accaparramento delle simpatie degli elettori, sfiduciati da una politica disattenta ai veri bisogni dei cittadini, impegnati a fronteggiare la galoppante disoccupazione e la povertà che colpisce i ceti meno abbienti della società civile. Per l’Istituto nazionale di statistica, l'11% delle famiglie italiane, circa 3 milioni di nuclei familiari, è povero. 

La piazza pubblica e i media mostrano i leader intenti ad ottenere l’adesione dell’elettorato al loro partito utilizzando il metodo della retorica e della demagogia. 

A Bologna il “comico” Beppe Grillo ha utilizzato il caso della banca “Monte dei Paschi di Siena” ed espone agli astanti divertiti una sua vecchia proposta: «Aboliamo le banche e facciamone una unica, pubblica. Porteremo i nostri candidati alle Camere e le apriremo come una scatola di tonno: punteremo la luce sui ladri e li costringeremo a diventare onesti”. 

Alla Fiera di Milano Silvio Berlusconi è stato più convincente di Grillo ed ha  annunciato: “L’IMU, in molti casi, ha assorbito la tredicesima degli Italiani. Se una famiglia ha pagato 1.200 euro riceverà un rimborso di 1.200 sul conto corrente oppure, specie per i pensionati, in contanti agli sportelli delle Poste. Se un pensionato ha pagato 900 euro riavrà un rimborso di 900 euro e così via". 

''È magnifico – ha affermato Mario Monti - Berlusconi ha governato per tanti anni e non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte. Non ha mantenuto la promessa di fare la rivoluzione liberale, non ha mantenuto la promessa di ridurre le tasse, in più ha creato molti problemi, tanto è vero che ha dovuto lasciare. Ci prova per la quarta volta. Gli italiani hanno buona memoria".

Rosy Bindi, già presidente del PD, ha detto: "Berlusconi fa solo pericolosissima propaganda elettorale. L'abolizione dell'Ici ci ha portato all'Imu, imposta inventata da Calderoli, la restituzione dell'Imu e la sua abolizione provocherà nuove tasse e nuovi sacrifici”. 
Pier Ferdinando Casini, già leader dell’UDC, ha risposto a Berlusconi: "Sono vent’anni che propone la diminuzione di tasse e spesa pubblica che, invece, sono sempre aumentate. Il Paese non può più essere turlupinato". 

La questione del governo del Paese richiede la costituzione di un “Centro di forze dinamico”, costituito da cittadini decisi ad ascoltare il popolo e trovare i rimedi per uscire dalla "perfida crisi" economico - finanziaria in un momento di profonda recessione per l’Italia. 

Francesco Liparulo - Venezia

Uno Stato a misura di famiglia per l’indigenza

STRAPOTERE MAGGIORANZA
SOFFOCA  LA  DEMOCRAZIA
Si è affermato nella società politica lo “Stato normativo”, cioè lo Stato del diritto come insieme di norme.

Nella democrazia si dice: “Lo Stato siamo noi”, cioè è la totalità politica che forma la società civile e lo Stato. La decisione politica dipende dal numero, cioè dalla volontà della maggioranza parlamentare. Contiamo i voti e facciamo decidere ciò che la maggioranza decide”.

In democrazia esiste il partito maggiore. Si è convenuto che sia la maggioranza a formare il governo e prendere le decisioni. C’è riduzione tra principio di maggioranza e democrazia come se democrazia fosse determinata da principio di maggioranza.
Si tratta di relativismo politico: la norma è norma perché c’è a monte un’altra norma fondamentale. Significa che tutte le decisioni sono possibili a condizione che rispettino la regola della maggioranza. La democrazia diventa semplicemente procedurale, cioè la democrazia diventa insieme di regole e procedure che stabiliscono chi è autorizzato a prendere decisioni collettive e con quali procedure.

Questa concezione lascia impliciti i presupposti della democrazia, come governo dal basso a suffragio universale, lascia impliciti i valori e i fini ma lascia imprecisati i contenuti. Una democrazia procedurale è aperta ad ogni contenuto e comporta la neutralizzazione pubblica dei valori. C’è identità tra democrazia e metodo democratico. La democrazia procedurale entra in crisi quando nella società circolano tensioni che lacerano le coscienze delle persone. C’è controversia nella società civile.

La democrazia procedurale della società pluralistica chiede alla legge civile di essere totalmente neutrale, cioè di dare spazio massimo alle leggi che permettono e spazio minimo alle leggi che tendono a vietare, in modo che ogni individuo possa scegliere ciò che sembra meglio.

Il 9 febbraio 2011, il premier italiano legge il testo della riforma dell’articolo 41 della Costituzione, approvato dal Consiglio dei ministri: “L’iniziativa e l’attività economica è libera. È permesso tutto ciò che non è vietato dalla legge”.

Il voto di lista e la regola della maggioranza non permettono di tener conto dei valori della società civile e dei bisogni reali dei lavoratori. 

I cittadini non hanno più potere perché i loro rappresentanti politici vengono scelti dalle segreterie dei partiti. Le liste bloccate e i candidati disposti secondo un ordine non modificabile dagli elettori. 

Uomini e donne non fanno altro che votare il simbolo del partito senza potersi scegliere gli eletti. I prescelti non rappresentano gli interessi della popolazione. Nei partiti si decide secondo la regola della maggioranza.

Le opposizioni contestano le leggi approvate secondo la regola del numero.
L’idea di alcuni partiti di poter gestire la società politica in base a regole di procedura e di forma, senza tener conto dei valori sostanziali che animano le persone, rappresenta un utopismo che mira a manipolare le coscienze per fini utilitaristici.

Il fine delle Istituzioni politiche dovrebbe essere quello di aiutare le persone per il loro pieno sviluppo, cioè di garantire ad ogni uomo o donna l’accesso ai beni materiali, culturali, morali e spirituali che sono patrimonio di tutto il popolo.

Gli elettori voteranno coloro che vogliono favorire la libertà di autonomia delle persone che desiderano “la vita buona”, cioè il bene comune che si riversa indistintamente su ogni persona che vuole realizzare se stessa e sentirsi parte delle organizzazioni sociali entro cui può svolgere la propria esistenza. 

Si auspica la reintroduzione della preferenza nella scheda elettorale. Le liste elettorali fatte a Roma non permettono di risolvere i problemi del territorio.

Il corpo politico ha bisogno di persone che mantengano la tensione morale nella comunità civile e di eletti che promuovono il benessere sociale per tutti.

Francesco Liparulo - Venezia

mercoledì 1 febbraio 2017

Protezionismo americano e strapotere Paesi europei


NUOVI GOVERNANTI PER COSTRUIRE 
LA PROSPERITÀ DI TUTTI I CITTADINI
Il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni risale a dicembre 2016 superando quota 40%. Lo rileva l'Istat spiegando che la quota di disoccupati sul totale degli attivi in quella fascia di età (occupati e disoccupati) a dicembre è al 40,1%, in aumento di 0,2 punti percentuali sul mese precedente, al livello più alto da giugno 2015. 
Il tasso di occupazione è al 60,5% con una crescita di 0,8 punti su novembre e di 0,5 punti su dicembre 2015. Il tasso di disoccupazione è al 17,8% con un calo di 0,9 punti su novembre e un aumento di 0,3 punti su dicembre 2015.
Il tasso di disoccupazione a dicembre è al 12%, stabile su novembre (dato rivisto al rialzo da 11,9% a 12%) e in rialzo di 0,4 punti su dicembre 2015. È il livello più alto da giugno 2015 (12,2%). I disoccupati raggiungono quota 3.103.000 con un aumento di 9.000 unità su novembre e di 144.000 unità su dicembre 2015.

I governi italiani non sanno affrontare lo strapotere della Germania e dei suoi sostenitori. 
L’eurozona in crisi tra Occidente e Oriente.

Il presidente Usa gioca la carta del protezionismo e si paventano nuovi equilibri mondiali con accordi tra America e Russia.

Il prepotente e subitaneo affacciarsi sugli scenari mondiali del nuovo presidente USA Trump ci impone di affrontare nuove, ardue sfide nel campo dell'economia, della sostenibilità ambientale, della giustizia sociale e internazionale. 

Globalizzazione e crisi finanziaria alimentano paure nel popolo chiamato a fare sacrifici e a sopportare un rigore fiscale per sostenere il debito pubblico superiore a duemila miliardi di euro. 
Si riempiono i forzieri delle banche con tassi agevolati provenienti dalla Banca centrale europea, ma l'ossigeno vitale, secondo il principio di sussidiarietà, non arriva alle famiglie che vedono gli imprenditori disperati senza il sostegno del credito e sempre più lavoratori senza un reddito.

In un mondo sempre più interconnesso, il commercio è globalizzato con investimenti e reti di produzione che uniscono tutti i Paesi in grado di produrre beni e servizi competitivi. 

Si produce dove è più conveniente

L'Italia non è più competitiva per la mancanza di leggi e regole idonee a far fronte alle sfide del mondo globalizzato. 

Negli ultimi anni l’economia mondiale e la politica mondiale sono cambiati. Gli Stati Uniti d'America e l'Europa hanno perso i loro primati con la “crescita di produttività” di Cina, India e di altri “mercati emergenti” tra cui Brasile e Russia che sono in grado di attrarre i capitali per le loro produzioni industriali e per la fornitura di energie. 

I costi di trasporto intercontinentali sono stati ridotti e si produce dove il costo della mano d'opera è di gran lunga inferiore rispetto a quello dell’Occidente. Beni che una volta erano prodotti negli USA o in Europa ora sono fabbricati in Paesi che, pur essendo considerati in via di sviluppo, hanno un prodotto interno lordo che cresce più del 7%. 

Qual è il problema?
L'austerità fiscale non aiuta l'economia se non è congiunta con investimenti per la crescita
L'incubo della disoccupazione affligge "le fasce più deboli" degli Italiani. 
Le Istituzioni europee dell’Eurozona impongono limiti al bilancio italiano e frenano le politiche di investimento nazionali.

Lo Stato deve provvedere a migliorare le infrastrutture, a sostenere la ricerca scientifica e a regolamentare il mercato, producendo normative finanziarie e creando maggiore equilibrio tra domanda e offerta nell’ambito del territorio nazionale. 

Si tratta di frenare la povertà dilagante e la perdita dei posti di lavoro, garantendo equità sociale ed eliminando le ingiustizie sociali tra chi ha troppo e chi non ha nemmeno il necessario per mantenere la famiglia. 

La “cellula vitale” della società, la famiglia, è minacciata dalla pressione degli interessi utilitaristici che non considerano il valore e la dignità dell’essere umano.
Questa espressione originaria della società umana richiede il rispetto del principio di sussidiarietà, inteso come aiuto economico, istituzionale, legislativo offerto alla famiglia. Soltanto la costituzione di una società “a misura di famiglia” può garantirla dalle derive individualiste perché la persona e i suoi bisogni devono essere al centro delle attenzioni delle Autorità politiche.

La globalizzazione si governa promuovendo occupazione che dà prosperità, garantendo l'equità che elimina le ingiustizie sociali e armonizzando la sostenibilità per le prossime generazioni. 

Il mercato globale favorisce gli interessi degli investitori economici e finanziari

Soltanto l'intervento dello Stato può compendiare l'azione degli investitori mondiali in modo da attrarre i capitali con una giusta ed equa regolamentazione finanziaria e commerciale per promuovere occupazione e progresso per tutta la cittadinanza.

Si tratta per gli esperti dell'economia di dare spazio alla sussidiarietà, generare nuove imprese, attrarre nuovi investimenti, dare un valore positivo a chi fa impresa, riportare al centro il lavoro con un mercato inclusivo per i giovani, le donne e gli immigrati.

Occorre vincere la globalizzazione con un "governo della globalizzazione economica e finanziaria", cioè attuare un'economia sociale di mercato e promuovere la solidarietà e la sussidiarietà.


Francesco Liparulo - Venezia