mercoledì 26 agosto 2015

Strada urbana nell'invaso naturale del fiume Marzenego

VENEZIA ESIGE LA SOSPENSIONE IMMEDIATA
DELL'INIZIO DEI LAVORI DELLA VALLENARI BIS
La IV Commissione Consiliare dell'Amministrazione Brugnaro si è riunita martedì 25 agosto 2015 alle ore 15.27 in Ca' Collalto, sede del Municipio di Mestre, con il seguente ordine del giorno: Audizione dei rappresentanti del comitato cittadino contrario alla realizzazione della "Vallenari bis". L'assessore Renato Boraso  (Mobilità e trasporti - Viabilità e piano del traffico - Gestione il Patrimonio) è presente ed è invitato da Renzo Scarpa, presidente della IV Commissione,  ad illustrare il lungo iter tecnico burocratico per la costruzione della "Vallenari bis".

Si tratta della realizzazione di una strada tra Viale Vespucci e Via Martiri della Libertà.

"La procedura per la costruzione della strada - sostiene Boraso - è regolare, dopo gli espropri. Bloccarla significa aprire un contenzioso da 3 o 4 milioni di euro. Per me è impossibile fermare qualcosa che è stato aggiudicato regolarmente. La Vallenari bis costa 17,5 milioni. Il 4 aprile 2014 è stato approvato il progetto definitivo". L'assessore cita la deliberazione di giunta Comunale n. 156 del 04/04/2014: “Comune di Venezia/AVM S.p.A. Lavori di "Vallenari Bis II Lotto - Viabilità Bissuola" - Approvazione progetto definitivo - dichiarazione di pubblica utilità, partecipazione al procedimento e decisione sulle osservazioni - Art. 16 D.P.R. 327/2001” è stato approvato il progetto definitivo con contestuale dichiarazione di pubblica utilità delle aree. In data 04/06/2015 è stato sottoscritto in contratto d'appalto con l'impresa Sacaim S.p.A. per la realizzazione delle opere". Per Boraso  la strada "ha una funzione di bypass in quanto si inserisce nell'asse degli sviluppi edilizi. Pianificazione confermata e cantiere in corso".

Roberto Scarpa del comitato “VivereMestre” viene invitato dal Presidente della Commissione per la sua relazione da cui si evince che il progetto della "Vallenari bis" è incompatibile  per i luoghi che attraversa e per i cittadini. "Si parlava di una strada per risolvere la mobilità della città - afferma Scarpa - di una strada urbana di servizio. Si tratta di un'opera in un invaso naturale. L'Amministrazione, se le cose non vanno, è obbligata a rivedere e rivoltare il progetto. L'urgenza che si è scatenata è in palese contraddizione per le promesse della giunta; non c'è lungimiranza nell'iniziare i lavori prima dell'inizio della scuola".

Il consigliere Davide Scano del Movimento 5 Stelle evidenzia il rischio idrogeologico con la costruzione della strada, anche con l'approntamento delle vasche di laminazione, per l'accumulo delle acque in aree basse che hanno già funzionato come "spugna" nel recente passato per l'abitato di Mestre. "Il Comune aveva già sollecitato l'Amministrazione provinciale - dice il consigliere - a inserire l'area in questione tra quelle soggette a tutela. Scano sostiene la "palese illegittimità" della procedura seguita dall'amministrazione comunale in quanto i "lavori non rappresentano più tutti i soggetti interessati alla programmazione iniziale dell'opera", cioè il Consorzio Bissuola Nord viene escluso. La giunta Brugnaro deve ancora votare - dice Scano -  una cosa inficiata da illegalità. Si tratta di constatazione di quello che si può fare".

Il consigliere Nicola Pellicani (Lista Casson) evidenzia la necessità di non consumare altro suolo per le costruzioni. "Costruire sul costruito - afferma il consigliere - è una necessità per Mestre.  Bisogna intervenire per l'edilizia esistente. Il rischio idraulico è diventato l'emergenza numero uno per il Paese. Per la nuova Amministrazione ci sono i termini per intervenire e non realizzare un progetto che non è più necessario. La gestione espropri non è chiara. Occorre valutare se ci sono possibilità di sospendere il cantiere e capire bene quali sono le ricadute".

La cittadinanza presente in sala continua a gridare: "Bisogna essere trasparenti".

Il presidente della IV Commissione invita i partecipanti ad essere corretti ed afferma: "Potremmo dare risposte tecniche. La Commissione ha il compito di verifica punto per punto  e saranno acquisiti  tutti i documenti riferiti dal consigliere m5s Scano. Questo è compito della Commissione. Può essere convocata una Commissione in cui ci siano tutte le questioni e osservazioni fatte per dare risposte. Questa è solo un'audizione di fronte ai cittadini che protestano".

L'intervento di  Vincenzo Conte (PD), presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo, a sostegno di quanto fatto per la costruzione della strada in questione dalle precedenti amministrazioni, suscita fermento e opposizione nel pubblico presente.  "Siamo concordi - afferma Conte - nel chiedere chiarimenti per quello che riguarda la strada. Ci sono lotti di terreno che appartengono a cittadini che hanno messo cifre per comprare e hanno diritti".

I cittadini presenti contestano Conte.

Alle 16.50 interviene la consigliera m5s Sara Visman e corrobora quanto già affermato da Davide Scano: " Capire l'aspetto soldi evidenziato dall'assessore: 17,5 milioni di euro; capire come si possa calcolare 3,5 milioni di penale, se poi l'appalto ha costi più bassi di quelli citati". 

Alle 16.52 l'assessore Boraso esce dall'aula consiliare.

L'audizione continua e gli interventi acuiscono le manifestazioni di contrarietà da parte del pubblico che contesta l'uscita dell'assessore e la mancanza di chiarimenti da parte dei tecnici, interessati alla progettazione ed attuazione della "Vallenari bis".

Alle 17.11 interviene Claudio Giubbilo, consigliere m5s della Municipalità di Favaro: "L'Amministrazione Comunale deve essere espressione della cittadinanza. Qui la cittadinanza non appare. Tocca a voi trovare i modi per evitare una cosa deleteria".

"Non c'è nessun atto amministrativo della nuova giunta su questo progetto - afferma il presidente della IV Commissione - e chiedo di poter chiudere con due cose, cioè la richiesta di un'altra commissione in cui possono esserci le risposte alle domande presentate oggi. Credo che la Commissione abbia avuto merito politico. Da tutti gli interventi è venuta la richiesta di chiarimento e coinvolgimento di questa Amministrazione che deve rispondere a tutte le vostre domande".

La cittadinanza grida: "SOSPENDERE I LAVORI!"



Francesco Liparulo - Venezia

mercoledì 5 agosto 2015

Venezia codifica norme di sicurezza per i suoi dipendenti

UN'AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE
PER  COMBATTERE   LA   CORRUZIONE

La I Commissione Consiliare, presieduta dalla dott.ssa Monica Sambo (PD), si riunisce il 4 agosto 2015  alle ore 10.00 nella Sala Giunta Grande di Ca' Farsetti per la presentazione di atti programmatori, in materia di Anticorruzione e Trasparenza. Alla riunione sono stati invitati la dott.ssa Rita Carcò, Segretario Generale del Comune e responsabile della prevenzione della corruzione, il dott. Sapia Carlo Salvatore, dirigente del Settore Affari generali e Trasparenza e il dott. Franco Nicastro, responsabile Ufficio Trasparenza  ed esperto in materia di tutela dipendente che segnala illeciti.
Rita Carlò ha illustrato il "Piano triennale per la prevenzione della corruzione" (P.T.P.C.) redatto per le esigenze specifiche del territorio veneziano, ancora in fase di verifica e sperimentazione, che tiene conto delle linee guida dell'Autorità nazionale per l'anticorruzione (ANAC). Il sistema organico di prevenzione della corruzione, entrato in vigore con la legge 190 del 2012, prevede, fra le misure da adottare, l’introduzione nel nostro ordinamento di un sistema di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, detto "whistleblower" ( soffiatore nel fischietto). La procedura anti corruzione è stata introdotta dal dirigente comunale Sapia e delineata da Franco Nicastro.
Il “whistleblower” (soffiatore nel fischietto) è "il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda, rilevando una possibile  frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’impresa/ente pubblico/fondazione, per questo decide di segnalarla. Si tratta di uno strumento legale – già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna - per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora. E’ evidente come i primi in grado di intuire o ravvisare eventuali anomalie all’interno di un`impresa, di un ente pubblico o di un`organizzazione no-profit sono spesso coloro che vi lavorano e che sono in una posizione privilegiata per segnalare queste irregolarità. La legge per l'istituto del "whistleblowing" offre  una tutela legale per i lavoratori che denunciano le irregolarità".
 Al responsabile della Prevenzione, dott.ssa Carcò spettano tutti i compiti legislativi attinenti alla attuazione del Piano Triennale della prevenzione della corruzione e all'espletamento della specifica attività, avvalendosi della struttura comunale predisposta.
L'opposizione ha espresso  apprezzamento per la pianificazione del sistema.
Particolare attenzione ha destato l'intervento della dott.ssa Elena La Rocca  del Movimento 5 Stelle e quello del capogruppo del movimento in Consiglio Comunale  avv.Davide Scano, soddisfatto per l'estensione del sistema anti corruzione anche alle Società Partecipate, di 2° e 3° grado, e alle Fondazioni.

Francesco Liparulo - Venezia

lunedì 3 agosto 2015

Inaugurato in Viale San Marco il Parco Giochi "La storia infinita"

PUNTO DI ORGOGLIO PER I VENEZIANI
I BAMBINI  SONO  IL  NOSTRO  FUTURO

"I nostri bambini - affermano i genitori il 3 agosto 2015 alle ore 15.15 al Parco Giochi "La Storia infinita" del Villaggio San Marco in Mestre, alla presenza dell'Assessore Massimiliano De Martin (urbanistica - ambiente) - tornano ad abitare; si tratta di vivere insieme. I bambini sono il nostro futuro, il nostro punto di orgoglio".
"La mobilitazione dei cittadini del Villaggio San Marco ha dato il primo frutto - sostengono i promotori del Comitato locale - e uno degli obiettivi è stato raggiunto con l'inaugurazione del Parco giochi. Vogliamo vedere ricomprendere il Villaggio San Marco all'interno dell'area del Sito di Interesse Nazionale da bonificare".
Qual è il problema?
Il neo sindaco di Venezia il 3 luglio 2015 è stato sollecitato per un incontro con il Comitato del Villaggio San Marco, in merito allo stato dei lavori di cui la delibera della Giunta Regionale Veneta n. 592 del 2015, in accordo con l'Amministrazione Comunale per lo stato di degrado della zona del Villaggio San Marco. Si tratta di conoscere anche l'esito della nota, prot. n. PG/2015/0146461, datata 3 aprile 2015, che il Comune di Venezia ha inoltrato ufficialmente alla Regione, richiedendo la rimodulazione dei finanziamenti per le bonifiche ambientali ed il rifacimento degli impianti fognari, rispettivamente di euro 4.600.000 e 3.877.000 ).
Il Movimento 5 Stelle di Venezia è presente con i suoi attivisti, per porsi in ascolto della cittadinanza e portare in Consiglio comunale le istanze degli abitanti del villaggio San Marco, per il quale aveva già inserito, nel suo recente Programma elettorale, la questione delle bonifiche nei terreni di Viale San Marco, ritenendola d'attualità per il monitoraggio e per una soluzione definitiva.
Francesco Liparulo - Venezia