venerdì 29 gennaio 2016

Il Consiglio comunale delibera come vuole “el paròn"

IL MOVIMENTO 5 STELLE NON CI STA 
E SI OPPONE ALLA GIUNTA VENEZIANA
Sessione straordinaria lunedì 25 gennaio del Consiglio Comunale di Venezia nella Sala delle riunioni consiliari di Ca’ Loredan senza la partecipazione del sindaco Luigi Brugnaro. 
Alle 15.45 la dott.ssa Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio, apre le votazioni consiliari per affrontare la problematica dei posti di lavoro attinenti della società “Superjet International  che opera a Tessera nel campo di quello che a Venezia vengono chiamate le Aeronavali”. A Tessera  300 lavoratori tra personale tecnico, commerciale e amministrativo lavorano nelle ex Officine Aeronavali di Tessera fin dall’ottobre 2012 per l’allestimento del Sukhoi Superjet 100 della Interjet. Il Consiglio si esprime all’unanimità con 35 voti favorevoli su 35 presenti per impegnare il sindaco e la giunta a svolgere tutte le attività possibili, nei confronti delle società coinvolte e dei Governi Regionale e Nazionale per scongiurare l’ipotesi di un disimpegno di Alenia - Aermacchi (Finmeccanica) da Superjet.     
Alle 16.20 lo stesso risultato di votazione unanime di 35 favorevoli su 35 presenti per una soluzione al futuro incerto della società Thetis ed i suoi dipendenti. Il Consorzio Thetis, finalizzato allo sviluppo di studi di ingegneria delle tecnologie marine, previa riqualificazione di alcuni capannoni dell’area dell’Arsenale di Venezia, dal 1996 ha ampliato le proprie competenze interessandosi a progetti internazionali, oltre alla Salvaguardia della Laguna di Venezia, per il riequilibrio e recupero ambientale, alla lotta all’inquinamento nella laguna e nell’area di Marghera.  Il fatturato medio annuo è di circa 25 milioni di euro. La società attualmente conta 124 dipendenti. La proprietà, la cui maggioranza è in capo dal 2008 al Consorzio Venezia Nuova con soci di minoranza Mantovani S.p.A., Condotte S.p.A. e Fincosit S.p.A., anche a seguito delle difficoltà giudiziarie e operative,  avrebbe deciso di vendere la società. Il consiglio impegna il sindaco a lavorare per contribuire a trovare soluzioni che permettano la continuità operativa della società Thetis.

Alle 16.25 la seduta viene sospesa e ripresa alle 17.40 per l’approntamento della documentazione necessaria al Consiglio.

I consiglieri dell’opposizione chiedono di discutere subito la proposta di deliberazione N.2015/710  per il trasferimento in proprietà al Comune di Venezia dei complessi immobiliari dello Stato denominati “isola della Certosa” e Forte Sant’Andrea” dichiarati di interesse culturale. Parere contrario della maggioranza con 19 voti su 29 presenti: il Consiglio non approva. La “delibera sull’accordo di  “valorizzazione” dell’isola di Sant’Andrea” viene rinviata per essere ridiscussa.

Il Consiglio discute la proposta di deliberazione N. 2015/765 sugli indirizzi generali per l’aggiornamento del Piano di Prevenzione della Corruzione al triennio 2016 - 2018. Il consigliere Ottavio Serena (Lista Brugnaro Sindaco) illustra la proposta. 

“Devo dire la verità - sostiene alle 17.49 Davide Scano del Movimento 5 Stelle - la delibera che  stiamo prendendo in esame non è particolarmente incisiva, contiene criteri generali per aggiornare il Piano di Prevenzione Anticorruzione già vigente. Ci sono criticità che non abbiamo sollevato rispetto alla situazione attuale. Ricordo che il 1° è stato soppresso nel 2012 dal Comune e aggiornato nel 2015. Fatte una serie di misure, non sono state portate a termine anche se inserite da ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione ). Il Comune ha inserito le misure, ma non attuato rotazione dei funzionari. In 2 anni su 3.000 dipendenti solo 4 sono stati interessati. Ci sono linee guida che dovrebbero farsi per elenchi di imprese a cui affidare gli appalti comunali. sentita la concorrenza, misura inattuata. Per la verifica e l’attività ispettiva, compiuta dai vigili, mettere il modo con cui i vigili fanno attività di controllo. Ci sono linee guida che dovrebbero farsi, ma non sono state fatte. Il Movimento 5 stelle esprimerà voto favorevole alla delibera, però vogliamo attuazione completa di tutte le misure da parte dell’Amministrazione. La discrezionalità deve essere azzerata. Non ci possono essere figli e figliastri. 

“Nel dirci favorevoli  alla delibera - afferma Andrea Ferrazzi (PD) -  staremo bene attenti per far sì che dai principi generali si passi al controllo effettivo del quotidiano. Bisogna limitare al massimo gli eventi corruttivi che avvengono ovunque. Con siffatte prevenzioni anche  nelle Partecipate del Comune. Le gestioni sono affidate ai titolari. Molti di questi enti e società gestiscono fondi pubblici. controllo e impegno. Voto favorevole. 
“Possibilità di corruzione - dice Monica Sambo (PD) - soprattutto per le nomine di personale delle Partecipate; già in queste prime nomine c’è conflitto di interesse”.

“Mi risulta - dice Marta Locatelli ( Lista Luigi Brugnaro Sindaco) - che  il Regolamento sulle norme del personale delle Partecipate era partito dal consiglio”.

“Confermo quello che dice Locatelli - sostiene Davide Scano - c’è specifico Regolamento  in materia, ci sono criteri per indicazione, per  effettuazione norme nelle varie Partecipate: merito, competenza. C’è specifica norma nello Statuto, necessità secondo merito, competenza, esperienza. È evidente che non essendo prevista alcuna sanzione, una maggioranza se ne può fregare.

Alle 18.14 inizia la discussione della proposta di deliberazione N. 2015/719 per l’affidamento a V.E.L.A. S.p.a. del servizio pubblico locale di informazione e accoglienza  turistica del Comune di Venezia. L’assessora Paola Mar (Turismo, Toponomastica, Decentramento, Rapporti con le Municipalità) dice che “il Comune di Venezia ha assunto la funzione di informazione e accoglienza turistica di APT (Azienda di Promozione Turistica della ex Provincia di Venezia). Questa assunzione comporta l’assunzione di 15 persone da parte di VELA, senza onere per il Comune che ritiene importante la funzione di accoglienza turistica per incorporarla in ambito comunale”.
I consiglieri di destra e di sinistra si esprimono per un voto favorevole all’assunzione dei lavoratori della APT da parte di VELA. 

Elena La Rocca dice: “Voto contrario per il Movimento 5 Stelle”. 

“Non metto in dubbio - afferma Paolino D’Anna (Lista Zaccariotto) - la bontà della scelta; ricordo che questo problema si è verificato quando la Regione nel 2013 ha creato la formula OGD. Non tutte le città si chiamano Venezia con 30 milioni di turisti. Per fortuna si è riusciti a trovare una soluzione per 17 lavoratori. Quando si sono chiuse le provincie, le società si sono trovate a terra. La responsabilità è della Regione che doveva fare qualcosa. 
(La legge del 14 giugno 2013 n.11 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto”, in vigore dal 3 luglio 2013, rappresenta il nuovo quadro di riferimento normativo per il turismo e l'industria turistica regionale ed è destinata a definire una politica regionale di promozione dello sviluppo sostenibile del turismo in uno scenario di profonda evoluzione dei mercati internazionali, dei profili della domanda e di cambiamento del quadro economico e sociale). 
Il  comune di Venezia non rispetta l’art. 9 ( Destinazioni turistiche) della legge regionale 11/2013 che riconosce e favorisce il governo delle destinazioni turistiche così come definite all’articolo 2, comma 1, lettera c), cioè si riconosce, per ciascuna destinazione turistica creata dal Comune, un’unica organizzazione della gestione per creare sinergie e forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati coinvolti nel governo delle destinazioni e nello sviluppo dei prodotti turistici. Si tratta di gestione unitaria delle funzioni di informazione dei prodotti turistici della destinazione.
Il comune di Venezia non ha ancora costituito la OGD stabilita dalla legge 11/123.

Davide Scano ALLE 18.30 afferma: “Per la Regione Veneto si doveva realizzare una gestione unica per realizzare una sinergia tra soggetti  pubblici e privati per sviluppare il turismo e non una gestione monopolistica. Il comune rinvia la OGD in maniera furbesca. Si assume la gestione turistica, la si da a VELA. A parole Vela fa costituzione OGD ma di fatto si incarica solo VELA”.

“La funzione informazione e accoglienza turistica - dice Paola Mar - è importante per il Comune; poi il Comune non può assumere personale. Quando è nata OGD, non vi erano i tempi tecnici per OGD. La OGD, come legge regionale, la possiamo fare, non vedo motivazione polemica”.

“Scano - evidenzia Paolino D’Anna - non non sapeva che abbiamo fatto incontro con i sindacati per questa OGD e nessun privato ha preso in mano la questione lavorativa. Si parlava solo per 2 - 3 persone. l’unica che poteva prendere onere per 15 persone era proprio VELA”.

“Se dico - afferma Davide Scano - affido a VELA servizi per 3 anni, c’è antinomia, significa che per 3 anni non costituisco OGD. Voto sarà negativo come capogruppo”. 

La discussione sulla proposta N. 2015/719 si conclude con 32 favorevoli e 3 contrari su 35 presenti. 
Si passa alla discussione della proposta di deliberazione N. 2015/729 per la costituzione dell’Agenzia di Sviluppo Venezia nella forma giuridica di Fondazione. 

“Questo soggetto - afferma l’assessore al bilancio Miche Zuin -  si interfaccia con le società, deve cercare di mettere sul mercato immobili. Cerchiamo di mettere in atto qualcosa per vedere se cambia qualcosa. Abbiamo tenuto profilo basso per tipo di struttura, un soggetto terzo verificabile e controllabile. Una Fondazione non è una Partecipata, avremo un soggetto che avrà un indirizzo, deve fare quel lavoro che come Amministrazione non siamo riusciti a fare. Siamo legati alla vendita di alcuni immobili nel territorio per fare investimenti. Se vogliamo riparare le strade di Mestre, dobbiamo fare scelte. Si pensava che anche il privato potrebbe avere interesse di mettersi in contatto con questo soggetto. I dipendenti sono quelli previsti nell’organico del Comune. Si tratta di un comodato gratuito perché non vi sono costi per la Fondazione. Abbiamo allegato lo Statuto di questa fondazione  in modo che ci sia un minimo di funzionalità che deve svolgere questa Agenzia di Sviluppo. Non viene fatta attività commerciale. La fondazione è un facilitatole per dare possibilità a investitori che vogliono intervenire su progetti anche del Comune per mettere in comunicazione domanda e offerta. L’intermediatore arriva e noi trattiamo con questo intermediatore. Si pone nella posizione di dare certezza e facilitare enti investitori. Questa Agenzia avrà sede nel piano nobile di di Ca’ Vendramin Calergi con un capitale di 50.000 euro”.

“Sono perplesso per questa delibera - dice Nicola Pellicani - mi stupisce lo strumento previsto. Se le cose sono andate come sono andate, non è che manca la scatola.  Questo nuovo oggetto arriva nel momento in cui il Governo taglia le partecipate e noi facciamo una nuova scatola. Illusione che porta a fare un nuovo soggetto, una Fondazione. Abbiamo già visto Promo Marghera, la conversione industriale. Sono le scatole che ci mancano o sono le idee che ci mancano per raggiungere questo obiettivo. Non ci manca Fondazione svuota ruoli. Non possiamo togliere all’Assessorato il ruolo per dare a soggetto che in base allo statuto il  Consiglio comunale non ha possibilità di controllo. Non è possibile affidare a organismi esterni le attività e la funzione dello sviluppo economico. Questo è atto a confini legittimati. Si dice a costo zero. Non si sa chi è il direttore; è arma a doppio taglio; o siamo in attesa di benefattore o un manager;un professionista va pagato, ma non è un professionista che manca. È il Comune che deve avere questo ruolo”.

“Siamo in presenza - afferma Andrea Ferrazzi - di svuotamento della funzione comunale. Si costruisce una certa scatola a cui si affida l’attività del Comune, la funzione sviluppo. Si vuole affidare coordinamento territorio e si da indirizzo a questa Agenzia. Solo l’Ente Comune deve dare indirizzo e coordinamento. C’è ribaltamento dello spirito della legge. Questa Agenzia stipula convenzione di qualsiasi genere, ma la convenzione è competenza del Consiglio comunale. Non solo esautora il Consiglio comunale, ma può stipulare convenzione con qualsiasi soggetto esterno. Noi svuotiamo competenze comunali e le affidiamo a un Ente esterno manovrato da sindaco”.

“Ma la funzione di questa Agenzia - afferma Elena La Rocca del Movimento 5 Stelle - qual è? Obiettivo per lanciare messaggio, slogan  per far vedere che si sta facendo qualcosa? Se finalità, indirizzo sono condivisibili, la forma è inappropriata. Non ci consente una forma di controllo, è nelle mani del sindaco;  supporto?   La sensazione è che possa attrarre capitali e diventa centro di affari. Non vedo tutela da parte interessi. Si svuota azione Comune. Siamo perplessi per strumento. Presentiamo emendamento”.

“Mi fa piacere - dice alle 19.15 Maurizio Crovato (capogruppo di Lista Brugnaro Sindaco) - che Ferrazzi sia saltato sulla sedia , però qui abbiamo drammatizzato problema semplice. Quando Brugnaro diceva di voler creare una Agenzia, voleva creare struttura leggera senza costo che portasse a Venezia soldi e investitori  interessati a investire in città. Una cosa snella e semplice. Non vedo nulla di illecito, è agenzia, fondazione cristallina e limpida”. 

“È la 1^ volta - afferma alle 19.20 Marta Locatelli (Lista Brugnaro Sindaco) - che il Comune attraverso la fondazione può avere controllo. Con “Il Fondo Immobiliare - Città di Venezia” (la  costituzione di un fondo immobiliare da parte del Comune di Venezia, poi denominato “Fondo Immobiliare - Città di Venezia”, è stata approvata con delibera del Consiglio Comunale Consiliare n. 95  del 30/7/2009, quale strumento del Piano di alienazione e valorizzazione di 18 immobili comunali, previsto per gli Enti Locali dall'art. 58 del D.l. 112/20089, il Comune ha perso evidenza totale di quello che poteva essere lo sviluppo. Con il Fondo Immobiliare abbiamo fallito. Noi pagavamo per nulla quella “Est Capital SGR S.p.A.” per valorizzate quegli immobili. Che cosa di negativo stiamo facendo? Stiamo riacquistando competenza per portare sviluppo e lavoro, per aiutare la città a crescere nell’interesse dei cittadini. Prima non si è capito la valorizzazione, non solo cosa quel bene poteva risultare per la città. Con questa Agenzia per lo sviluppo possiamo creare valore per la città perché gestita da Ente in grado di creare progetti in linea che anche i cittadini possono cogliere. Le fondazioni fino ad oggi non sono state monitorate. Se non è stato fatto in passato, finalmente come Consiglio comunale  vogliamo verifica e controllo”.

“Questa delibera - sottolinea Davide Scano alle 19.28 - ci presenta un altro ennesimo organismo, società, fondazione con cui si pone obiettivo peraltro condivisibile per investimenti sul territorio. Come Movimento 5 Stelle avevamo immaginato nel nostro programma iniziativa simile e non volevamo appesantire la macchina comunale, non in mente ulteriore soggetto, ma si pensava a un “Urban Center” (centro multimediale per l’informazione e la partecipazione sui progetti di sviluppo del territorio, uno spazio di relazioni rivolto alla città e al mondo). Presentiamo emendamento e correzione. Condivisione su delibera complessiva, reso in dubbio, abbiamo dubbi, sulle parole di Zuin. Si poteva fare qualcosa di diverso con questo obiettivo e secondo me con differente modalità. Vado a reperire personale per la nuova agenzia proprio all’interno  macchina comunale, mi fa piacere questo però vedo che c’è contraddizione da quello che dice e si fa. Poi attingere la figura del direttore della Fondazione dall’esterno. Per la delibera in sé abbiamo poi presentato emendamento per miglioramento. Restiamo incerti su alcune attività per ampliare platee di possibili iniziative che sono contraddittorie per la finalità di reperire investimenti. Non vorrei accavallamenti tra soggetti, stortura gestione in fase postuma. Non vorrei fosse paracadute per il buon Costa in cerca di nuovo incarico”. 

“Ci sono alcune delibere - afferma alle 19.30 l’Assessore Simone Venturini (Coesione Sociale, Sviluppo Economico del Territorio – Infrastrutture) - che contraddistinguono alcune Amministrazioni. Alcune sono nodi, fondamento attraverso cui il programma elettorale trova  possibilità. La campagna elettorale si vince anche con questa agenzia comunale snella che si contrappone ad altra visione. È strumento di rafforzamento e non di svuotamento. Restiamo a limitare, a discutere di virgole. Se c’è stato stagione, e l’ultima stagione Cacciari con cui si è arrivati a fondo immondizia. Si è visto con Palacinema al Lido. È delibera che parte con piede di piombo, che si vuol amministrare come un padre di famiglia. Ampliare il piccolo recinto. Vorrei concentrarmi sul fatto politico per creare posti di lavoro. Per questo nasce Agenzia”.

“Noi ci siamo assunti l’onere - sostiene Renzo Scarpa ( Lista Luigi Brugnaro Sindaco ) - per dare una scossa a questa città che deve reagire altrimenti il destino è segnato. Da qualche decennio questa città sta perdendo non solo abitanti ma anche attività. Sostengo ed ho sostenuto necessità di consentire un più attento monitoraggio nei confronti di questa Agenzia. Deve assumere la funzione di controllo l’Amministrazione. Vorrei provare a vedere se questo può dare quel qualcosa in più”.

La maggioranza di Brugnaro approva la delibera per la costituzione dell’Agenzia di Sviluppo.

Francesco Liparulo - Venezia

martedì 26 gennaio 2016

La gestione dei flussi informativi e dell'accoglienza turistica affidata a V.E.L.A. S.p.a.

IL COMUNE NON SI ATTIENE ALLA LEGGE REGIONALE 11/2013  
L’ORGANIZZAZIONE DI GESTIONE DELLA DESTINAZIONE (OGD)
Riunione congiunta di 2 Commissioni Consiliari (VI e X) giovedì 21 gennaio 2016 nella sede della Municipalità di Mestre - Carpenedo presieduta da Giorgia Pea.
Alle 12.50 la presidente della VI Commissione (attività culturali, politiche culturali, cittadinanza delle donne -pari opportunità, promozione della città, turismo) verificato il numero legale dei consiglieri, avvia la discussione per esaminare la proposta di deliberazione PD.719 del 16/12/2015: Affidamento a VELA S.p.A. del servizio pubblico locale d’informazione e accoglienza turistica del Comune di Venezia.

“Il Comune - afferma l’assessora Paola Mar (Turismo, Toponomastica, Decentramento, Rapporti con le Municipalità) ha assunto la funzione di informazione e accoglienza turistica di APT (Azienda di Promozione Turistica della ex Provincia di Venezia). Questa assunzione comporta l’assunzione di 15 persone da parte di VELA., senza onere per il Comune che ritiene importante la funzione di accoglienza turistica per incorporarla in ambito comunale”.

L’assessora cita le OGD (Organizzazione di Gestione della Destinazione) stabilite dalla Legge regionale n.11 del 14 giugno 2013 per Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Nell’ambito di quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 1 della legge sopracitata, la Regione del Veneto disciplina, indirizza e organizza lo svolgimento delle attività economiche del turismo. L’art. 9 ( Destinazioni turistiche) della legge regionale 11/2013 riconosce e favorisce il governo delle destinazioni turistiche così come definite all’articolo 2, comma 1, lettera c), cioè si riconosce per ciascuna destinazione turistica un’unica organizzazione della gestione per creare sinergie e forme di cooperazione tra soggetti pubblici e privati coinvolti nel governo delle destinazioni e nello sviluppo dei prodotti turistici, per  la gestione unitaria delle funzioni di informazione dei prodotti turistici della destinazione.
Il comune di Venezia non ha ancora costituito la OGD stabilita dalla legge 11/123.

“È uno di quegli atti - afferma l’assessore Miche Zuin - che aveva bisogno del revisore dei conti che è favorevole.

“È operazione molto positiva - afferma Paolino D’Anna (Lista Zaccariotto) - per i lavoratori della APT. La Regione doveva capire che tutti i comuni non sono pronti per effettuare questo tipo di servizio (informazione e accoglienza turistica). Il comune di Venezia lo ha affidato a VELA riconoscendo ai lavoratori di APT la loro professionalità per dare qualcosa in più. Si tratta dell’assunzione di 15 persone”.
“Credo che il Comune abbia fatto scelta corretta e giusta - afferma Nicola Pellicani - per l’assunzione di lavoratori per il servizio di estrema utilità per la nostra città che deve avere una struttura adeguata per l’accoglienza turistica”.

“L’ accoglienza e l’informazione - sostiene Andrea Ferrazzi (PD) - è fatto fondamentale per il flusso turistico. L’attività chiede assicurazione e formazione non per vendere biglietti ma secondo una logica di comunicazione integrata all’interno di servizio nei confronti di milioni di cittadini che vengono a visitare la nostra città”.   

“I 15 lavoratori - sostiene Maurizio Crovato (Lista Brugnaro Sindaco) - devono essere buoni venditori, proporsi in modo dinamico come piccoli imprenditori”.
“Non solo come meri venditori - dice Monica Sambo (PD) - ma sfruttare competenze già presenti. Ho domanda per delibera: capire come era stata fatta scelta di questi lavoratori, i criteri; capire il numero dei lavoratori di APT che rimangono e una parte dei dipendenti potrebbe andare alla Città metropolitana”.

“Vendita di prodotti - dice Sara Visman del Movimento 5 stelle - a cosa si riferiva? Sul Collegio dei revisori, mettere in evidenza ricavi di quelle attività di vendita attribuita a questi. Per prodotti cosa si intende? Lo sportello Garage del Comune è all’interno o all’esterno?”.

“In merito a gestione affidata - afferma Vincenzo Monaco, direttore generale di VELA S.p.a. - per formazione abbiamo già fatto; noi facciamo regolarmente attività informativa; stiamo dando continuità per attività informativa, per offrire un’accoglienza e per dare valorizzazione all’attività informativa. Per quanto riguarda le competenze, la legge regionale affida le competenze alla regione e poi al Comune. Le Partecipate hanno distinte competenze. Il Consiglio comunale è competente per l’affidamento dei servizi pubblici secondo norme di legge. Il Consiglio comunale definisce le linee guida e resta titolare per per indirizzo e controllo. 

La seduta termina nalle 13.30.

lunedì 25 gennaio 2016

Venezia si adegua alla Legge Regionale del 2012

AREE DEGRADATE NEL CENTRO URBANO
PER NUOVI INSEDIAMENTI COMMERCIALI
Riunione congiunta di 2 Commissioni Consiliari (V e IX)  giovedì 21 gennaio 2016 nella sede della Municipalità di Mestre - Carpenedo presieduta da Lorenza Lavini.

Alle 10.20 la presidente della V Commissione (urbanistica, edilizia privata, edilizia convenzionata, ambiente e città sostenibile), verificato il numero legale dei consiglieri, avvia la discussione per esaminare la proposta di deliberazione PD.696 del 10/12/2015: Variante n. 6 al Piano degli Interventi ai sensi dell'art. 18 della L.R. 11/2004 per l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali ai criteri di pianificazione della L.R. 50/2012 e relativo regolamento attuativo. Presa d'atto di non pervenute osservazioni e contestuale approvazione. 

Il dott. Alessandro Martinini, direttore della Direzione Commercio e Turismo del Comune di Venezia, è invitato dalla presidente ad illustrare la proposta di delibera: “Con il provvedimento - afferma Martinini - si adeguano gli strumenti comunali alla nuova definizione di Parco Commerciale in virtù della L.R. 50/2012  per l’insediamento di medie e grandi strutture di vendita”.

Le medie strutture di vendita (come definite dalla L.R. n. 50/2012) sono degli esercizi commerciali singoli o aggregazioni di più esercizi commerciali, in forma di medio centro commerciale, con superficie di vendita compresa tra 251 e 2.500 metri quadrati. 
Ci sono Medie strutture di vendita con superficie di vendita non superiore a mq. 1500 e Medie strutture con superficie di vendita superiore a 1.500 metri quadrati.
La grande struttura di vendita ha una superficie superiore a 2.500 mq.

Il Comune “ha approvato l’individuazione delle aree degradate. Ci vuole passaggio all’interno della delibera comunale con cui adeguare il perimetro del parco commerciale nell’ambito del perimetro urbano. Vi è libero insediamento fino a 1.500 mq con semplice SCIA (segnalazione commerciale inizio attività)”.

L’Arch. Luca Barison dirigente dell’Urbanistica Terraferma, proietta “un ingrandimento generale della situazione in cui si inserisce la proposta di delibera” ed illustra tutte le “modifiche sostanziali rispetto ai parchi esistenti. 

Alle 10.55 l’assessore Massimiliano De Martin (Urbanistica, Edilizia privata, Edilizia convenzionata, Ambiente, Città sostenibile) afferma: “Avevo perplessità per questo Piano del commercio, visto le aree e i siti, è importante nell’analisi di futuri provvedimenti  per per nuovi insediamenti. Proporrei di fare nuova cartografia per aree degradate. Ci sono nuove aree, sono principio di rigenerazione urbana”.

La presidente apre il dibattito.
“È stato dato - afferma Davide Scano del Movimento 5 Stelle - come risultato positivo il fatto che non sono state  date osservazioni. La gente è arcistufa, è demotivata su questa questione. La linea generale che sta prendendo piede ora è quella della Amministrazione precedente. La città è morta dal punto di vista commerciale. Ci sono lamentele; l’Amministrazione non da segni. I tecnici rappresentano quello che abbiamo, però il porre le aree degradate che sono già in periferia, in aree periferiche, questo è un trucchetto, fa schifo. Aree degradate nel centro urbano, resta trucchetto per fare aree commerciali dove non serve. C’è Porto Marghera dove ci sono aree da bonificare”.  

Nicola Pellicani sostiene di essere “favorevole per rigenerazione urbana in centro”.

Alle 11.14 Paolino D’Anna (Lista Francesca Zaccariotto - Venezia Domani) afferma: “Ringrazio i tecnici per lavoro fatto da tecnici. La legge è legge. Vorrei dire questo a Scano: “La gente è stanca, d’accordo, però è stanca anche di voi. Quando lei o tu sei disgustato, fai proposte! La gente comincia ad essere stufa di voi. 

“La delibera oggi - dice Andrea Ferrazzi (PD) - parte dalla legge regionale che mette ordine al commercio. Il commercio non va demonizzato perché è anima di molte città. Venezia è nata con l’attività commerciale. Il commercio è luogo di sicurezza”. Il consigliere illustra i vari modelli di insediamento dei centri commerciali, quello francese nei centri periferici che ha dominato fino ad oggi  e quello tedesco nei centri storici; poi la gente fa quello che vuole. 
“Questa Amministrazione - sottolinea Ferrazzi - deve dare sferzata vigorosa per rimanere nei centri storici, questo è quel modello tedesco catalizzatore anche per il commercio al minuto. Non è sbagliato portare una parte di commercio anche vicino alla Stazione; è sbagliato portare a Porto Marghera il centro commerciale come la “Nave de vero”, ma sviluppo nelle zone del centro storico che sono degradate che devono avere la possibilità di crescere. Dobbiamo capirci  quali sono i progetti per vitalizzare la nostra città, nel centro della città: Mestre, Marghera. Via Ulloa. Non è insensato portare un Parco commerciale in zone degradate. Credo che vada bloccato un nuovo insediamento di grande dimensione sl di fuori dell’area urbana”.

“Il dibattito impone intervento - dice alle 11.24 Renzo Scarpa (Lista Brugnaro Sindaco) - per richiamo, necessità per mantenere il confronto tra noi. Ho ascoltato con grande attenzione Scano e riconosco il diritto di essere opposizione alternativa a questo sindaco in grado    e diritto di critica feroce, ma, come ho avuto modo di dire al collega assieme a D’Anna, critica sempre accompagnata da proposta alternativa che serva ala città per confrontarsi su visioni diverse. Sono gli eccessi che sono negativi attorno a questa città che continua a mantenere dimensione di dormitorio. Cominciamo a pensare qualcosa di diverso, ritorno al sistema più minuto, più distribuito, più diffuso. Dobbiamo metterci tutti assieme con cultura lungimirante meno legata all’effimero. Dobbiamo dare nostro contributo, mettere a disposizione anche la propria intelligenza. Quello che dice Ferrazzi interessa, ne nasce certezza per ritorno a come era interno della città”.

Non vogliamo rissa - afferma l’assessore De Martin - ma confronto. La cartografia proposta: all’inizio siamo rimasti perplessi, volevamo ragionare per sviluppo commerciale e non sono stato propositivo. All’interno del centro urbano si possono realizzare strutture di media e grande distribuzione”.
La seduta termina alle 12.15.

Francesco Liparulo - Venezia    

domenica 24 gennaio 2016

Un nuovo “carrozzone” per Venezia

IL SINDACO VUOLE UN’AGENZIA PER LO SVILUPPO
FINALIZZATA A NUOVI PROGETTI  DI  INVESTIMENTO 


La X Commissione del Consiglio Comunale di Venezia si è riunita il 19 gennaio nella Sala Giunta Grande di Ca’ Farsetti con all’ordine del giorno “l’esame della proposta di deliberazione PD 729 del 17/12/2015: Costituzione dell’Agenzia di Sviluppo Venezia, nella forma giuridica di Fondazione, quale  strumento di sviluppo economico e di interfaccia con gli investitori nazionali ed esteri”.
La seduta è stata presidiata da Marta Locatelli con la partecipazione dell’assessore Michele Zuin (Bilancio - Bilancio partecipativo - Tributi - Economato - Società partecipate).

“La delibera, che aveva bisogno del parere del Revisori dei conti è arrivata oggi, è arrivata oggi - afferma alle 14.45 l’assessore Michele Zuin - con parere favorevole. Non si vuole assolutamente creare una società e abbiamo scelto la forma che fosse più soft possibile come se fosse una parte della struttura comunale che si occupa di questioni amministrative per facilitare i processi d’investimento presentati nel programma elettorale del sindaco. Il sindaco vuole attrarre investitori nazionali e internazionali sul territorio comunale con possibilità investire su progetti certi con tempi certi e costi certi. I dipendenti sono quelli previsti nell’organico del Comune. Si tratta di un comodato gratuito perché non vi sono costi per la Fondazione. Abbiamo allegato lo Statuto di questa fondazione  in modo che ci sia un minimo di funzionalità che deve svolgere questa Agenzia di Sviluppo. Non viene fatta attività commerciale. La fondazione è un facilitatole per dare possibilità a investitori che vogliono intervenire su progetti anche del Comune per mettere in comunicazione domanda e offerta. L’intermediatore arriva e noi trattiamo con questo intermediatore. Si pone nella posizione di dare certezza e facilitare enti investitori. 

Alle 14.50 interviene Monica Sambo (PD): “Non ci sono costi è stato detto; il problema è che le nostre risorse vanno spostate da ufficio che c’è già a questo nuovo ente; risorse anche del personale : direttore? Anche i tecnici. Se un direttore del Comune di Venezia passa a questo nuovo organismo, il direttore svolgeva anche delle attività. Ci sarà maggiore snellezza? Si tolgono al Comune competenze e si trasportano in altro organismo collegato. Si parla di eliminare e non di aumentare se è trasposizione di dipendenti. Credo poco nella gratuità degli incarichi perché in generale chi svolge un’attività, per farla bene, deve essere riconosciuto. È solo slogan per rappresentarla come novità; semplicemente la creazione per appesantire i costi dell’Amministrazione”.

Nicola Pellicani (Lista Civica Casson) alle 14.57 afferma: “Una fondazione per consentire ingresso di altri soggetti per sviluppo e promozione di aree, però, dico, non è che ci mancava la scatola. Ricordo altre esperienze che dovevano essere risolutive: la PromoMarghera, ricordo, doveva che 20 anni fa doveva essere una svolta per Porto Marghera.  Noi espropriamo di fatto il Comune di un ruolo strategico per affidarlo a soggetto terzo, svestendo le Attività Produttive del personale del ruolo per costruire un altro soggetto”.

“Lo vedo tutto - replica Zuin alle 15.01 - meno che come carrozzone, non vuole essere questo. Avete diritto di criticare. Partiamo dal concetto che non ha funzionato in questi anni un soggetto che sappia vendere immobili, sappia fare investimenti; è una cosa che non ha funzionato molto. Questo soggetto, che sta mettendo in atto il Comune,  si interfacce con le società, deve cercare di mettere sul m mercato immobili. Cerchiamo di mettere in atto qualcosa per vedere se cambia qualcosa. Abbiamo tenuto profilo basso per tipo di struttura, un soggetto terzo verificabile e controllabile. Una Fondazione non è una Partecipata, avremo un soggetto che avrà un indirizzo, deve fare quel lavoro che come Amministrazione non siamo riusciti a fare. Siamo legati alla vendita di alcuni immobili nel territorio per fare investimenti. Se vogliamo riparare le strade di Mestre, dobbiamo fare scelte. Si pensava che anche il privato potrebbe avere interesse di mettersi in contatto con questo soggetto”.

 “Mi dispiace - dice alle 15.14 Paolino D’Anna (Lista Francesca Zaccariotto - Venezia Domani) - sentire la collega Sambo, molto, molto giovane, che sui conti può avere perplessità, poi un termine “carrozzone”, posso dire che i carrozzoni sono stati ben altri che hanno portato spese in questo Comune. Questa non è intanto l’agenzia di sviluppo che vuole il sindaco, è una novità che potrebbe dare quel sviluppo nel territorio che manca da anni. Fino ad oggi fallimento totale. Per i dipendenti, il Comune ha 3.000 dipendenti che possono mettere le loro capacità; questo per dare quella speranza. Se ci sono perplessità, attenzione ad usare termine “carrozzone””.

“Mettersi a fare processi - sostiene Pellicani alle 15.20 - come sarà gestita è prematuro. Aspettiamo che questa Agenzia possa attivarsi in cose diverse dal prendere immobili ma anche vendita di organismi. Chi va a vendere abbia capacità di intrattenere rapporti con il Consiglio comunale”.

Davide Scano del Movimento 5 Stelle afferma: “È stato detto che i dipendenti vengono trasferiti dal Comune e non è detto che sia settore Attività Produttive, vorrei chiedere: “Bando interno, selezione intende Zuin”; 2^ cosa: rendicontazione, revisore dei conti. In sede di riconosciuta produzione, sia disposto baget, entrate, spese, dico revisore dei conti. Vorrei fare digressione più a monte: il Movimento 5 Stelle aveva già messo in programma, noi avevamo immaginato di farla funzionare con super consulenze private da affidare esternamente con caratteristiche di professionalità e capacità di vendere. Questo Consiglio di Amministrazione, queste 3 persone che saranno amministratori debbono avere la massima libertà in  giro per il mondo a rappresentare possibilità di investimenti che ci sono da noi. Mi chiedo se si esercita come incarico gratuito e fai tutto questo, è sfida che vuole fare il sindaco. Trovo perplessità, richiamo attività elencate al punto A e B della delibera e poi sul C e D si divaga un po’; è emblematico ed è ovvio che si vede attività che si intersecano in modo ambiguo con quelle di VELA. Poi lettera D: si fa un minestrone di cose che non c’entrano nulla con l’estero. Operazioni, stipulazioni contratti come assunzioni di prestiti, mutui; e poi amministrare e gestire questa cozza con quel ruolo di facilitatore. Perplessità su questa società immobiliare. Poi la forma che è quella come la più semplice che si prefigge. La fondazione  ha di per sé un patrimonio che le viene dato. C’è discrasia tra forma e realtà”.    

L’assessore Zuin alle 15.30 afferma: “Non è solo vendita immobili ma anche investimenti. Ci sono persone che non per forza hanno bisogno di un compenso; c’è gente che è pronta per proprio orgoglio, rivalutazione personale, mettersi in gioco. Ci sono tanti esempi di persone che non hanno compensi. Non è detto che diventi società immobiliare. Si tende a fare soggetto sociale più ampio. Fondo dotazione è quasi il minimo che si chiede per legittimità giuridica. Lo scopo è quello del sindaco:  facilitatore  e attrarre investimenti.  

Rocco Fiano (Lista Civica Casson) alle15.44 chiede: “ Nella proposta di delibera si parla di snellezza operativa interna, cosa vuol dire? Decide all’interno di che cosa? Dovrebbe rapportarsi a Giunta e Consiglio comunale. Delineare questo aspetto. È necessario che questa agenzia abbia il modo di relazionarsi in un certo momento con il sindaco che è promotore. Ha chiarito rapporto con le altre Partecipate? All’interno della delibera occorre chiarirlo per evitare sovrapposizioni. Sarebbe bene delimitare i campi di tutti. Per l’assemblea dei partecipanti, chi sarebbero i partecipanti a questa? Il Comitato tecnico dell’Agenzia viene scelto dal Consiglio di amministrazione su indicazione del sindaco o su lista del sindaco, rosa di nomi offerta dal sindaco, di 10 persone. L’assemblea dei partecipanti ha valore qualunque sia numero dei presenti? Definire almeno un minimo perché l’Assemblea dei partecipanti possa avere valore”.

“Autonomia - risponde Zuin alle 15.50 - certo avrà personalità giuridica riconosciuta, autonomia come tutte quante le altre società. Nel momento in cui il sindaco nomina consiglio di Amministrazione, già questo viene dato come indirizzo a cui attenersi. Comitato tecnico gratuito su indicazione del sindaco per evitare che pur avendo autonomia, non sia soggetto che parte e faccia quello che vuole”.

“Dovremo tentare di chiarire tra di noi - sostiene Renzo Scarpa (Lista Brugnaro sindaco) - quali possono essere i reali bisogni di questa città, cioè dove deve agire questa Agenzia. termine carrozzone non mi spaventa  ma si tratta di evitare doppioni. Quali poteri di controllo mantiene questo Consiglio comunale? Dobbiamo farlo funzionare e dobbiamo agire”.

 “Non vedo - sostiene alle 16.10 Davide Scano - in che modo l’assessora ( Francesca Guzzon) per le  Attività produttive mette in rapporto l’agenzia con il privato. La 2^ domanda per l’articolo 1 e 2: “Non si capisce la finalità della fondazione in ambito Veneto, poi si parla di Italia ed Estero. Il direttore dell’Agenzia non si possa spostare nel Veneto per trovare investitori? Cosa significa? Promuovere investimenti sul territorio comunale e poi anche su Città Metropolitana? La fondazione non deve fare utili”.

“Sara Visman del Movimento 5 Stelle alle 16.13 afferma: “ Il fatto di usare come strumento una fondazione per investimenti mi lascia scettica per controllo e trasparenza. Non è scontata  trasparenza che Consiglio comunale possa accedere ai progetti della fondazione. È strumento che resterà dopo Brugnaro? Occorre trovare strumento che blindi, che Comune di Venezia debba avere controllo interno fondazione. La revoca delle cariche all’interno della fondazione, la può fare il sindaco  o non sono previste revoche?”. 

“Qui il socio - sostiene Zuin - è il Comune di Venezia o al massimo la Città Metropolitana, quindi il comune avrà pieno controllo  a accesso alle carte della fondazione; chiunque sarà il sindaco avrà questi poteri”.
 Alle 16.22 termina la seduta.

Francesco Liparulo - Venezia

giovedì 21 gennaio 2016

La Città Metropolitana di Venezia ha il suo Statuto

NESTO ROBERTA DI CAVALLINO TREPORTI SI ASTIENE
MANIERO ALVISE MOVIMENTO 5 STELLE  CONTRARIO
La Conferenza Metropolitana, convocata mercoledì 20 gennaio nella sala consiliare di Palazzo Cà Corner, ha approvato lo Statuto della Città Metropolitana di Venezia.

“Ho fatto la foto per vedere tutti i sindaci - afferma alle 15.56 Luigi Brugnaro, sindaco della Città Metropolitana di Venezia,  prima della votazione del nuovo Statuto. Si è cercato di alleggerire il più possibile il testo per cercare spazio alla forte autonomia, alla forte presenza dei sindaci. Non c’è idea di vinti e vincitori ma idea per far funzionare la Città Metropolitana. Non ho esperienza di governo, sono neofita ed è per me un vantaggio. Si tratta di portare sviluppo alla Città che è aperta a tutti per realizzare cose concrete nell’apertura della reciproca conoscenza. Aprirei dibattito e poi passare ai voti”. 

“Inizierei dicendo - esordisce Nesto Roberta, sindaco di Cavallino Treporti -   partendo dalle ultime indicazioni della Conferenza Metropolitana. Se c’è necessità di un tagliando, si può fare, è messaggio importante. Rispetto a 10 punti evidenziati nella bozza di statuto, solo ad alcuni punti è stato dato risposta; questo non significa che non ho apprezzato. Lo sforzo per la semplificazione è sforzo nuovo. Effettivamente da questo apprezzamento non posso dimenticare che alcuni articoli: il 13 (Assunzione dei poteri del Consiglio in via d’urgenza), il 15 (Il sindaco metropolitano) e il 18 (La Conferenza Metropolitana). Il ruolo della Conferenza Metropolitana non è come avrei voluto. Al di là di queste considerazioni, ribadisco, apprezzo lo sforzo e deve essere verificato il percorso nei prossimi mesi. C’è bisogno di questo tagliando. Voto di astensione, però disponibilità a collaborare per arrivare a dire che la Città Metropolitana è opportunità. Sono qui per collaborare. La sfida è quella formazione delle aree omogenee per essere coinvolte e trovare soddisfazione a quelle istanze che qui parzialmente hanno trovato soddisfazione. Mi riservo azione che sarà svolta. Do disponibilità”.

Alle 16.05 Sensini Massimo, sindaco di Fossalta di Piave,  sostiene che “sono state recepite la maggior parte delle richieste del nostro territorio” ed occorre ora affrontare la Regione. “Voto favorevole - afferma Sensismi - nella forma di Statuto della versione odierna". 

Senatore Maria Teresa, sindaca di Portogruaro, afferma: “ Confermo fiducia al sindaco della Città Metropolitana, ha mantenuto la parola. Voto favorevole”.

“Spirito di unione in tante persone - sottolinea alle 16.11 Brugnaro - ne ho visti pochi. C’è molta arroganza e protervia. Parlo per me, non ci sono vinti, sconfitti. Il blocco che viene messo per ogni iniziativa, blocco di ogni genere nella nostra città. Città ferma che si piange addosso. I cittadini aspettano altro. Siete persone speciali, credo nell’amicizia concretamente”.

“Il tema - afferma Conte Silvia, sindaca di Quarto D’Altino - non è solamente quello dell’amicizia. Occorre condivisione. Il voto è favorevole. Occorre fare un tagliando favorevole. Il coraggio è quello che dovremo mostrare. Lo Statuto dà opportunità come possibilità aperte. I fatti parleranno: partecipazione secondo l’articolo 4 (Sussidiarietà); art. 5 (Carta dei valori e partecipazione) per  il dibattito pubblico con la partecipazione degli organismi. Auspico un orizzonte più ampio per i singoli comuni della Città  Metropolitana in forza delle competenze. Interesse generale del territorio è stato già da noi sindaci salvaguardato per la TAV Venezia - Trieste che avrebbe devastato il territorio. Un ruolo previsto per noi sindaci, cioè il ruolo delle comunità che devono avere voce in maniera strutturata per sentire cittadini e cittadine di questa Città Metropolitana. Tema che stava a cuore, ritengo importante, il tema già sottolineato che è il confronto con la Regione perché possa veramente funzionare per ottenere risultati”.   

Alle 16.20 Mestriner Giovanni Battista, sindaco di Scorzè, afferma: “Tre articoli, cuore dello Statuto, sono stati migliorati ma i problemi sono rimasti: l’articolo 7 (Pianificazione strategica), l’articolo 8 (Pianificazione territoriale generale e di coordinamento). Si tratta di atti in mano al Consiglio Metropolitano in cui la Conferenza Metropolitana non ha funzione vincolante. Il comma 10 dell'articolo 18 evidenzia che noi, i pareri di tutti i sindaci non sono obbligatori né vincolanti. Ho visto che ci sono state modifiche, alcune cose sono state fatte. Il risultato adesso è questo: bisogna avvicinare la politica ai cittadini; stiamo creando legge di 2° livello con il Consiglio Metropolitano non eletto dai cittadini; ci eleggiamo tra di noi. La Pianificazione territoriale la affidiamo al Consiglio senza l’aiuto della Conferenza di noi sindaci. In tutto questo non vedo modifiche per Bilancio, Pianificazione territoriale e Pianificazione strategica. Se manca il parere della Conferenza Metropolitana occorre una maggioranza qualificata. Questi atti non potranno essere frutto di semplici maggioranze, serve consenso più ampio, c’è necessità di un coinvolgimento più ampio. Oggi giriamo pagina; c’è risultato politico importante: lo Statuto viene votato quasi all’unanimità; lo sforzo è stato fatto, ci identifichiamo tutti in questo atto. Risultato politico che fa girare pagina; ci identifichiamo tutti con consenso ampio, anche con il voto negativo su alcuni punti. Tutti ci sentiamo cittadini partecipi, sindaci rappresentati con piena legittimità, piena parità e coinvolgimento; dipende dalla nostra capacità fare politica, indicare prospettive, condividere prospettive. Si va avanti; questa pagina scritta oggi è pagina importante”.

Si vota con l’appello nominale: “Tutti favorevoli con n.1 astenuto e n.1 contrario”.

Luigi Brugnaro, sindaco metropolitano, esclama: “Abbiamo costruito lo Statuto della Città Metropolitana”.  

La seduta termina alle 16.32.


Francesco Liparulo - Venezia

mercoledì 20 gennaio 2016

Lavoratori del settore aeronavale in ansia a Tessera

PARLAMENTARI E ASSESSORI VENEZIANI 
INVOCANO L’INTERVENTO  DEL SINDACO  

Riunione congiunta di 3 Commissioni Consiliari (IX - X e IV)  lunedì 18 gennaio 2016 nella sede della Municipalità di Mestre - Carpenedo presieduta da Paolo Pellegrini per esaminare la situazione societaria e occupazionale del polo industriale Superjet International Spa di Tessera.  All'adunanza erano presenti non solo gli assessori Simone Venturini, Francesca Guzzon e Renato Boraso ma anche i parlamentari Michele Mognato (PD) e Andrea Martella (PD).
 Alle 16.20 il presidente della IX Commissione consiliare (artigianato, commercio, attività produttive, consumatori, pubblici esercizi, pesca, lavoro, sviluppo economico del territorio, innovazione, smart city), verificato il numero legale dei consiglieri, avvia la discussione con una piccola introduzione sulla situazione della società “Superjet International  che opera a Tessera nel campo di quello che a Venezia vengono chiamate le Aeronavali”.

Si proiettano “tre filmati disponibili sul settore che danno velocemente un’indicazione di quelle che sono le attività di Superjet". 

Qual è il problema? 

A Tessera 300 lavoratori tra personale tecnico, commerciale e amministrativo lavorano nelle ex Officine Aeronavali di Tessera fin dall’ottobre 2012 per l’allestimento del Sukhoi Superjet 100 della Interjet. 
“Il Sukhoi Superjet 100 è un aereo di linea regionale biturbina di nuova generazione da 75-100 posti sviluppato dall'azienda aeronautica italo-russa Sukhoi Civil Aircraft Company (SCAC), in collaborazione con l'italiana Alenia Aermacchi (che ne detiene parte del capitale societario), società del gruppo Finmeccanica, negli anni duemila. La joint venture SuperJet International (51% Alenia Aermacchi, 49% Sukhoi Holding) è responsabile delle attività di marketing, vendita, personalizzazione e consegna del velivolo in Europa, Nord e Sud America, Africa, Giappone e Oceania, nonché dell’addestramento dei piloti e dell’assistenza post vendita in tutto il mondo e della progettazione e sviluppo di alcune versioni speciali (Business jet e Cargo). Gli interni sono progettati e curati dalla Pininfarina . (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera)”.

Paolo Pellegrini alle 16.36 fa intervenire i rappresentanti delle parti sociali per poi aprire un dibattito tra i consiglieri.
“Non c’è certezza di produzione, facciamo fatica, non riusciamo a interloquire con la controparte Superjet - afferma Stefano Boschini, sindacalista della CISL - e non è possibile convivere con una situazione di incertezza che da due anni viene avanti per il futuro della SuperJet International. Ci troviamo con controparte che sfugge e non ci dice cosa cosa vuol fare. La Finmeccanica  vuole diminuire l’attività e sfilarsi. Per noi deve rimanere dentro la Finmeccanica, C’è rischio di riduzione degli organici. Non riusciamo a interloquire con nessuno. Clima di incertezza per i lavoratori. La Finmeccanica dal 2007 ha investito molto, una fase iniziale lunga con investimenti importanti. Difronte a opportunità per lungo investimento con prospettive buone per mercato, in grande espansione, risulta un peccato che Finmeccanica voglia sfilarsi e una incertezza per i 220 - 250 lavoratori occupati nel territorio veneziano con altri 50 lavoratori su Mosca. 
Cosa può fare l’Amministrazione comunale? Provare a interloquire con Finmeccanica che è una controllata dello Stato. Nessuno si sta occupando di Superjet; occorre capire la vocazione di questa azienda. Il progetto non è nato solo come progetto industriale ma come cooperazione con la Russia, da un punto di vista politico si tratta di scommessa Russi e Occidentali; è chiave politica”.
“Si auspica un atto politico - afferma l’onorevole Michele Mognato (PD) - per risolvere la questione. Da parte nostra, con l’onorevole Andrea Martella (componente della commissione attività produttive, commercio e turismo della Camera) è da un po’ che ci occupiamo della questione ed abbiamo presentato due interrogazioni. Quello che vogliamo è che il governo si assuma la sua responsabilità. Anche la città possa avere un tavolo di confronto per quello che è l’aspetto industriale della città; questo stiamo facendo”.

Alle 16.52 interviene l’on. Martella: “Noi ci stiamo occupando di questa questione e continuiamo a perseguire l’obiettivo che ha detto Mognato; interlocuzione per riprendere assolutamente rapporto con Finmeccanica. Si tratta di partecipazione statale e possiamo dire la nostra per il polo tecnologico avanzato che ha un valore aggiunto per la nostra città. Noi continuiamo questo lavoro. 
È opportuno che Giunta e Consiglio comunale assumano iniziative in questa direzione”.

“Noi dobbiamo essere incisivi - afferma alle 17.05 Andrea Ferrazzi (PD) - quali sono gli obiettivi e quali passi fare; occorre impegno dell’Amministrazione comunale per far sì che questo lavoro, questa tecnologia abbia più possibilità di crescere”.

Il consigliere Lazzaro Bruno (PD) dice che occorre “dare mandato al sindaco che chieda ai politici e a Mauro Moretti (Amministratore Delegato e Direttore Generale di Finmeccanica) che si esprima” sui soldi spesi e sugli aerei già venduti.

La Silvana Tosi (Liga Veneta e Lega Nord Padania) alle 17.15 evidenzia l’importanza storica del settore aeronautico a Tessera e l’attività di Superjet. La consigliera chiede il valore della proprietà di Superjet e quale futuro si prospetta per la società e per la manodopera impegnata considerata super qualificata e super certificata. Per Tosi gli operai vivono una dissuasione di incertezza. Si chiede l’intervento del sindaco”.

Alle 17.22 interviene Davide Scano (Movimento 5 Stelle): “La consigliera Tosi ha chiarito alcuni aspetti. Gli amministratori di Superjet  non si sono visti in Commissione; segnale pessimo il non confrontarsi con situazione in atto. Superjet e Alenia facciano luce sul piano industriale. Le prospettive del settore  non sono pessime e ci sono ordinazioni fatte alla società russa che hanno margine di crescita nel settore ; quindi da parte nostra disponibilità a lavorare”.                                                                                                                                                                                                                                                                             

Saverio Centenaro (Forza Italia) si sente preoccupato per la situazione e ritiene che tutti siano consapevoli ed abbiano la volontà che le attività aeronavali restino  nel territorio. Invita tutti a seguire la situazione e fare un ordine del giorno forte che possa portare risultati, cioè non solo delegare il sindaco ma portare soluzione”.

“Qui - afferma alle 17.33 Simone Vetturini - non stiamo difendendo in maniera semplice i posti di lavoro, non solo è solo questo; qui stiamo difendendo un comparto che riteniamo fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese. Superjet  Internanational è operazione industriale,  partenariato che in futuro può avere prospettive e margine di mercato. Impegnare il sindaco per un confronto con il governo che eserciti una “golden share”, sulla necessità di tenere l’operazione dentro il nostro Paese  e nei confronti della azienda stessa per la quale è conveniente stare qua”.  

La riunione congiunta si chiude alle 17.50.


Francesco Liparulo - Venezia

mercoledì 13 gennaio 2016

Ultimatum del sindaco ai consiglieri metropolitani

IL SINDACO LUIGI BRUGNARO NON È DISPONIBILE 
A FARE CORREZIONI AL TESTO DI STATUTO PROPOSTO

Il Consiglio della Città Metropolitana di Venezia, convocato l’11 gennaio 2016 in Venezia a Palazzo  Ca’ Corner, San Marco 2662, ha approvato gli articoli del testo di Statuto presentato dal sindaco. 

“Questo è il testo che proponiamo - afferma alle 15.30 il sindaco metropolitano - se lo bolliamo,   se
non c’è accordo nelle forze, la strada, vorrei ricordare, c’è il commissario. Ricevere un voto contrario è una sconfitta non è un disastro, è la democrazia. Votiamo. Poi passaggio per l’assemblea dei sindaci. Non sono disponibile a fare correzioni; se c’è accordo per il testo, altrimenti viene bocciato. È un testo emendato, dobbiamo semplicemente votare un nuovo testo: a favore o contro. Dovete decidere o a favore o contro. C’è da fare un grande progetto, ognuno si assume le sue responsabilità. Nessuno deve essere vincitore o vinto”.

Il consigliere Quaresimin Alessandro, sindaco di Salzano, schierato con l’opposizione, fa alcune osservazioni: “Riguardo alla Bozza, vengono recepite buona parte delle istanze del territorio metropolitano. Ritengo positive le modifiche apportate. Mi è meno chiaro la gestione delle deleghe che il sindaco può delegare e si apre possibilità di persone diverse dai consiglieri; su queste persone capire la “ratio” apportata e capire il pensiero degli altri consiglieri”.

Il segretario generale, dott. Stefano Nen, precisa che la modifica fatta nel nuovo testo, tramite gli Uffici e Servizi della Città Metropolitana, come risulta nell’articolo 17, si riferisce a deleghe per i componenti della Conferenza metropolitana e non a un qualsiasi cittadino, cioè si apre possibilità di persone diverse dai consiglieri che possono essere i sindaci dei comuni.

Giovanni Battista Mestriner, sindaco di Scorzè, dice: “ Questa proposta di Bozza è migliorativa e va sostenuta in maniera forte in quanto sono state inserite le richieste di maggiore partecipazione fatte dai sindaci della Città Metropolitana. C’è solo un punto un po’ problematico per come è scritto l’articolo 9 (Organizzazione e governo dei servizi pubblici). Al terzo comma c’è limitazione, significa che se un comune dice: “Non sono d’accordo che venga gestito ambito città metropolitana; non sono d’accordo per la costituzione di un gestore ambito unico”. È punto problematico, significa mettere nello Statuto limitazione alla città metropolitana. Il primo comma estende ambito città metropolitana anche ai servizi pubblici locali e dall’altra si limita al gestore unico di ambito. C’è contraddizione. Distinguere i servizi locali da quelli metropolitani. Ci potrebbero essere limitazioni forti tra visione generale  e autonomie dei comuni”.  
“Per il tema delle le deleghe - sottolinea Mestriner - l’articolo 17  pone problemi di coordinamento. Nei primi otto commi si parla di consiglieri delegati; all’ultimo comma si dice possibilità di conferire incarichi a membri della Conferenza metropolitana che non sono consiglieri. C’è rischio di creare confusione nel dare lo stesso status giuridico dei consiglieri delegati. Mi auguro buon senso per questo Statuto”.

Alle 15.52 il consigliere Andrea Ferrazzi (PD) afferma: “Lo Statuto, non c’è dubbio, è stato migliorato, molti emendamenti bloccati sono stati ripresi. Come diceva Quaresimin, c’è stato impegno. Per quanto richiesto da Quaresimin, avere più motivo per un approfondimento. Il comma 9 dell’articolo 17, i delegati del sindaco, do interpretazione personale, crea confusione la possibilità di individuare altri componenti della Conferenza metropolitana per la gestione del territorio. Mi sembra più che sufficiente il coinvolgimento dei consiglieri eletti per la gestione del territorio”.

Alle 15.57 il consigliere Nicola Pellicani (Lista Casson) dice: “Lo Statuto è stato modificato nella parte specifica la politica nella direzione che noi abbiamo auspicato per una maggiore partecipazione dei 44 sindaci della città metropolitana  e per partire da Piano strategico. Mi auguro che con l’esperienza di questa seduta si possa aprire una vera fase costituente con il Piano strategico , frutto di dibattito e confronto con il territorio. Ruolo sindaci cambia connotazione Statuto. Mi associo alle perplessità evidenziate da Mestrine per il comma 9 dell’artico 17; l’introduzione dei delegati del sindaco al di fuori del Consiglio metropolitano non è chiara. 
Ribadisco nel dare un giudizio complessivo positivo”.

“Non sono d’accordo fino in fondo - esclama Mestriner alle 16.02 - per quanto detto da Pellicani. Sindaci di Centro sinistra e Centro destra non hanno messo in discussione lo Statuto in sé, lo Statuto leggero. I sindaci hanno detto di essere disposti a votare questo Statuto leggero purché si dia loro maggiore importanza”.

Flavio Berton, portavoce del Movimento 5 Stelle, alle 16.05 esprime la sua contrarietà “in merito al mancato recepimento per la verifica territoriale a cui si riferiva Quaresimin, per il bilanciamento del funzionamento della città metropolitana”. La legge Delrio si poteva migliorare. “Si doveva attribuire  una maggiore democratizzazione agli organi della città metropolitana. Mi rendo conto  - sottolinea il consigliere pentastellato - che l’articolo 15 (Il sindaco metropolitano) non è stato toccato. Brugnaro non è d’accordo per non fare alcuna modifica”. 

Il sindaco metropolitano invita i consiglieri a votare gli articoli 12 (Attribuzioni del Consiglio metropolitano) e 17 (I delegati del sindaco). 

Per la votazione dell’articolo 12 Flavio Berton è contrario. 5 consiglieri si astengono (Cereser, Ferrazzi, Pellicani, Polo e Quaresimin). 

Per l’articolo 17 Flavio Berton è contrario. 4 consiglieri dell’opposizione (Cereser, Ferrazzi, Pellicani e Polo) sono contrari. Il consigliere Quaresimin si astiene.

L’intero Statuto viene approvato dal Consiglio metropolitano.

Francesco Liparulo - Venezia

martedì 5 gennaio 2016

La democrazia italiana è a rischio

DESTRA E SINISTRA SI ALLEANO 
PER MANTENERE  LE POLTRONE



Oggi occorre vincere il "dispotismo" delle maggioranze parlamentari che, imponendo la loro volontà, non tengono conto del continuo aumento del distacco tra le persone e lo Stato. 
La regola del numero alle Camere e lo “strapotere della maggioranza” soffoca la democrazia. 
La decisione politica dipende dal numero, cioè dalla volontà della maggioranza parlamentare. “Contiamo i voti e facciamo decidere ciò che la maggioranza decide”.

In democrazia esiste il partito maggiore. 
Si è convenuto che sia la maggioranza a formare il governo e prendere le decisioni. C’è riduzione tra principio di maggioranza e democrazia come se democrazia fosse determinata da principio di maggioranza. Si tratta di relativismo politico. Significa che tutte le decisioni sono possibili a condizione che rispettino la regola della maggioranza. La democrazia diventa semplicemente procedurale, cioè la democrazia diventa insieme di regole e procedure che stabiliscono chi è autorizzato a prendere decisioni collettive e con quali procedure.
Questa concezione lascia impliciti i presupposti della democrazia, come governo dal basso a suffragio universale, lascia impliciti i valori e i fini ma lascia imprecisati i contenuti. Una democrazia procedurale è aperta ad ogni contenuto e comporta la neutralizzazione pubblica dei valori. C’è identità tra democrazia e metodo democratico. La democrazia procedurale entra in crisi quando nella società circolano tensioni che lacerano le coscienze delle persone. C’è controversia nella società civile.

La democrazia procedurale della società pluralistica chiede alla legge civile di essere totalmente neutrale, cioè di dare spazio massimo alle leggi che permettono e spazio minimo alle leggi che tendono a vietare, in modo che ogni individuo possa scegliere ciò che sembra meglio.
Il voto di lista e la regola della maggioranza non permettono di tener conto dei valori della società civile e dei bisogni reali dei lavoratori. I cittadini non hanno più potere perché i loro rappresentanti politici vengono scelti dalle segreterie dei partiti. Le liste bloccate e i candidati disposti secondo un ordine non modificabile dagli elettori. Uomini e donne non fanno altro che votare il simbolo del partito senza potersi scegliere gli eletti. I prescelti non rappresentano gli interessi della popolazione. Nei partiti si decide secondo la regola della maggioranza.
Le opposizioni contestano le leggi approvate secondo la regola del numero.

Il fine delle Istituzioni politiche è quello di aiutare le persone per il loro pieno sviluppo, cioè di garantire ad ogni uomo o donna l’accesso ai beni materiali, culturali, morali e spirituali che sono patrimonio di tutto il popolo.
L'imposizione della “volontà generale” della rappresentanza parlamentare di maggioranza crea distacco tra il popolo e lo Stato perché è solo un’autorità lontana dalle vere esigenze degli Italiani.
Si auspica un diverso rapporto tra individui e corpo politico, un diverso modo di concepire la dignità della persona e la dignità del lavoro, cioè si chiede una maggiore cittadinanza attraverso una maggiore attenzione alla persona e ai suoi bisogni di esistenza.
Francesco Liparulo - Venezia