giovedì 11 giugno 2015

Un voto di ballottaggio per "Casson e Brugnaro"

VENEZIA ESCE DAL COMMISSARIAMENTO
PER UN'AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

Occorre affrontare i problemi della comunità facendo riferimento al cittadino come persona umana e alla società politica strutturata in grande quantità di società e comunità d'ordine inferiore.
La Costituzione della Repubblica italiana è elemento fondamentale di convivenza in cu...
i sono elencati diritti e doveri per tutti i cittadini e per i rappresentanti del popolo.
I candidati al governo della città devono essere in grado di ridestare la tensione morale nella società civile per far esprimere ai cittadini la propria identità con l’impegno di tutti coloro che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. Si tratta di scegliere cittadini che presentano un programma di idee, realizzabili con la condivisione dell’etica del popolo, per far funzionare in modo corretto l’economia locale e concorrere all’economia di tutto il Paese.
La società democratica dovrebbe strutturasi come società pluralistica organizzata secondo livelli diversi, cioè ordinata da persone, cittadini che formano una rete intermedia fatta di famiglie, sindacati e associazioni che danno struttura alla società e forma politica allo Stato.
La Repubblica Italiana con l’art.2 della Costituzione ha adottato il modello di socialità pluralistica per garantire i diritti delle persone singole e delle persone delle organizzazioni sociali.
La socialità umana ha grande varietà di espressione associativa: famiglia, comunità di lavoro, sindacati, comunità religiose, associazioni sportive, economiche e culturali.
Nella società democratica c’è idea di socialità ascendente, cioè dalla formula più umile della socialità familiare si dovrebbe ascendere alla socialità politica.
Lo Stato, espressione della società politica, dovrebbe partire dal basso, cioè emergere come auto-organizzazione politica della società civile. Il suo compito primo è il bene pubblico, cioè l’amministrazione della giustizia nel senso che deve garantire il diritto penale, affinché nessuno sia leso, e anche risolvere i problemi sociali, economici, amministrativi senza amministrare direttamente ma ammaestrando, cioè dando direttive e fissando le regole del gioco. Si tratta di dare spazio alla iniziativa privata perché lo Stato è gestore sprecone e maldestro. La società politica è in grado di essere autosufficiente, cioè in grado di poter garantire la buona vita, il vivere bene dei cittadini.
Le attuali democrazie devono fare i conti con le sfide del mondo globalizzato. Si auspica un diverso rapporto tra individui e società civile, un diverso modo di concepire la dignità della persona e la dignità del suo lavoro, cioè si chiede una maggiore cittadinanza attraverso una maggiore attenzione alla persona e ai suoi bisogni di esistenza.
L'azione dell'eletto dal popolo deve alimentare il progresso della civiltà nel senso di arricchire il bene comune che è fatto di prosperità materiale e spirituale per tutti gli uomini e le donne.
Le virtù del politico devono basarsi sul coraggio, la disciplina, il senso dell’onore, lo spirito di giustizia e lo spirito di sacrificio.
Gli eletti devono essere in grado di mobilitare le forze morali e spirituali del popolo che conferisce loro la piena e piena autonoma rappresentanza democratica.

Francesco Liparulo - Venezia

venerdì 5 giugno 2015

Il Movimento 5 Stelle sceglie la via giusta per il cittadino

SÌ AL VOTO DI BALLOTTAGGIO DEL 14 GIUGNO
SENZA FINIRE NELLA BRACE O NELLA PADELLA

Negli ultimi 25 anni le precedenti amministrazioni del territorio veneto e della città di Venezia hanno disatteso l'elettorato con i noti "fatti" di Galan e di Orsoni. La vergogna ha coperto a livello nazionale e territoriale la nostra cittadinanza con gli scandali della partitocrazia, della corruzione e dello sperpero del denaro pubb...lico.
Al ballottaggio del 14 giugno si presentano 2 candidati sindaci suffragati dagli stessi "poteri" delle precedenti amministrazioni ed occorre evitare di finire, come ha sostenuto Davide Scano del Movimento 5 Stelle veneziano, nella "brace" o nella "padella".
No al neo liberalismo del candidato che ha compattato i partiti e le liste civiche del Centrodestra perché è fautore della libertà da tutto ciò che impedisce all'individuo di essere libero di costruire il proprio benessere individuale senza tener conto del Bene comune che deve riversarsi su tutti i cittadini.
No al candidato della Sinistra fautore di concezioni socialiste "europee" che valorizzano la "volontà generale" del popolo che non tiene conto dei veri bisogni della cittadinanza veneziana, non garantisce la costruzione del Bene comune che deve riversarsi su tutti i cittadini ed è suffragata dagli stessi poteri che allettano la "maggioranza renziana".
Sì al "voto di ballottaggio", senza finire nella "brace o nella padella", senza scegliere il male minore, ma attenersi alle indicazioni del Movimento 5 Stelle che sono state definite nel Programma nazionale dai portavoce che lottano nel Parlamento per il reddito di cittadinanza e per il rispetto della Costituzione italiana.

martedì 2 giugno 2015

La mia città è una società civile

POLITICA È COMUNANZA
DI CIÒ CHE È GIUSTO E INGIUSTO

La città è comunità in cui ci deve essere amicizia civica perché tutti si conoscono e cercano il bene comune che può essere esteso al di là della città. La comunità che si costituisce secondo natura, per la vita quotidiana, è la famiglia come unione di uomo e donna. Oltre i bisogni quotidiani ci sono altri bisogni e la famiglia si unisce alle altre, formando una colonia di famiglie, un villaggio, una comunità più grande per soddisfare i bisogni più ampi.
Per rendere la vita felice, cioè pienamente autosufficiente, si costituisce per natura la comunità di più villaggi, cioè la città che è comunità politica. È modello aperto perché l’uomo è socievole e vuole vivere nelle regole del giusto e dell’ingiusto, del bene e del male. Non c’è famiglia e città se non c’è comunanza di ciò che è bene e male.
La pura naturalità umana è trascesa verso ambiti di convivenza retta da principi morali. Per costruire la famiglia e la città ci vuole il possesso comune dei principi del bene e male. Si tratta di porre attenzione sul carattere etico della vita sociale. La città è anche anteriore alla famiglia nel senso che ciò che è bene comune, che riguarda tutti, ha più valore dell'interesse privato del singolo uomo.
L'anteriorità del valore della città, rispetto a ciascun individuo, è giustificato dal fatto che nella comunità politica si può trovare la capacità di vivere bene, la garanzia dell’autosufficienza della vita, cioè l’autonomia di bastare a se stessa.
Ogni comunità, dalla famiglia alla città, si costituisce in vista di un bene, cioè guardando verso un fine. La comunità più alta è la comunità politica che tende al bene più alto, il vivere bene di tutti. Il bene comune è onnipresente all’attività umana in quanto gli uomini si uniscono sempre in vista di qualcosa.
Il carattere più profondo della socialità umana è di essere in dialogo costante sul bene e sul male. Su questa caratteristica entra il diritto e la giustizia che è una virtù della comunità politica. Il diritto ordina la comunità sociale in quanto è aggiudicazione di ciò che è giusto. Il giusto è il principio di giustizia che viene applicato nei rapporti umani. L’amicizia politica e la giustizia sono le due virtù che fanno vivere la città.

Francesco Liparulo - Venezia

Festività del 2 giugno 2015

IL POPOLO ITALIANO STA SOFFRENDO
PER LA DISOCCUPAZIONE INSOSTENIBILE

"L'augurio per la festa della Repubblica - scrive il Presidente Sergio Mattarella, in occasione della festa del 2 giugno - di fronte alle sfide che ci attendono, è che si sia capaci di rafforzare lo spirito autentico di unità nazionale, la coesione sociale e l'orgoglio di essere, insieme, italiani ed europei".
Per il Capo dello Stato, in un appello ai Prefetti, occorre: "Prevenire e sradicare, ovunque si annidi, ogni fenomeno corruttivo e di inquinamento, è una sfida ineludibile, in quanto sono in gioco non solo le prospettive di sviluppo sociale ed economico del Paese, ma gli stessi principi di uguaglianza e di legalità sui quali si fonda il sistema democratico".
Qual è il problema?
"La crisi predispone un terreno favorevole a fenomeni di mala gestione di corruzione - ha detto Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, aprendo l'anno giudiziario 2015 della magistratura contabile, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella - e il pericolo più serio per la collettività è una rassegnata assuefazione al malaffare, visto come un male senza rimedi».
La politica non convince perché imperversano “statalismo, partitocrazia e sperpero del denaro pubblico”.
10 milioni di italiani nella povertà di cui 6 milioni in povertà assoluta non hanno nemmeno il necessario per sopravvivere in una comunità dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri per un fenomeno di ingiustizia sociale. Le democrazie devono risolvere il problema della ridistribuzione dei beni per evitare la scissione dei legami sociali.
Il Movimento 5 Stelle propone il "Reddito di Cittadinanza", si tratta di un sostegno al reddito pari a 780 euro al mese per un nucleo familiare composto da una sola persona che riprende i principi contenuti nella risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010.
Ogni cittadino ha il diritto di essere rispettato, cioè ha una sua dignità in quanto persona e soggetto di diritto che possiede dei diritti dovuti dalla sua necessità di esistere in libertà, nell’ambito di una società in cui si impegna per il bene comune. La cellula vitale della società è la famiglia e lo Stato non può disinteressarsi. Soltanto la sussidiarietà, cioè la possibilità di permettere alle famiglie di trovare i giusti rimedi ai loro bisogni, può evitare le derive di tipo corporativistico e la formazione delle "lobby" che fanno eleggere deputati per i loro interessi e non per il bene di tutti i cittadini.
Si rivendica una discussione dentro il Parlamento italiano per una maggiore aderenza alle istanze del popolo. I problemi dell’immigrazione, quelli legati alla perdita dei posti di lavoro, quelli del precariato giovanile sembrano non aver spazio nelle proposte del potere esecutivo. La politica deve dare risposte ai bisogni economici dei lavoratori e delle loro famiglie, deve garantire la legalità e i diritti a tutti i cittadini, deve frenare la corruzione, impedire lo sperpero del denaro pubblico, cioè deve essere vero motore di riforme istituzionali equilibrate e condivise.
La società politica necessita di uomini e donne che possano dare un senso all'esistenza concreta del cittadino che è soprattutto aspirazione alla libertà di realizzarsi nell'ambito di una comunità civile. L'attuale crescita degli indigenti evidenzia una forte diseguaglianza tra ricchi e poveri e un fenomeno di ingiustizia sociale.
Francesco Liparulo Mestre-Ve

giovedì 21 maggio 2015

Un attivista del Movimento 5 Stelle nello Spazio pubblico

LA BANDIERA DI LIBERTÀ È SPIEGATA
PER UNA RIVOLUZIONE NONVIOLENTA

Anch'io mi metto in gioco con il Movimento 5 Stelle di Venezia. Sono orgoglioso di far parte di questo schieramento compatto organizzato e condotto da Davide Scano. Siamo cittadini "dal volto nuovo", scesi in campo  da semplici elettori per porci in ascolto ed essere aderenti alle istanze di una cittadinanza arrabbiata per i recenti fatti che hanno scandalizzato non solo il Veneto, ma tutta l'Italia. La Sinistra veneziana e i suoi amici non hanno portato a buon fine il compito dato loro nelle ultime elezioni amministrative.
Interessi e corruzione hanno coperto il nostro corpo politico di vergogna e dobbiamo rimediare a un'amministrazione perdente.
Sono un pensionato della Pubblica Amministrazione e mi sento ancora aitante, per stare vicino ai miei concittadini e aderire a una politica di verità, cioè ascoltare, evidenziare le esigenze della cittadinanza e battersi innalzando con orgoglio la bandiera del Movimento 5 Stelle, costituito da uomini e donne generosi che sanno essere portavoce dell'elettorato del territorio per abbattere tutte le barriere che tengono lontano i cittadini dall'amministrazione del Bene comune.
Il Movimento 5 Stelle di Venezia lotta per una democrazia partecipata, cioè per un coinvolgimento di tutti i cittadini nelle decisioni che riguardano la comunità civile.  Si tratta di realizzare una politica per la persona e non per l'individuo isolato, cioè attuare un'amministrazione che sussidiariamente aiuta i cittadini a interagire tra loro per il loro benessere spirituale e materiale.
Il Comune di Venezia ha ricchezze ingenti ed occorre che il Bene comune, il Bene di noi tutti, si riversi su ogni uomo o donna e non sia prerogativa di furbetti o di lobby.
Sì al Movimento 5 Stelle.

Francesco Liparulo

martedì 19 maggio 2015

La politica delle regole "renziane" senza i valori del popolo

PENSIONATI E MONDO DELLA SCUOLA
CONTESTANO LE IMPOSIZIONI GOVERNATIVE
La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la mancata indicizzazione delle pensioni in vigore dal 2012. "Uno che guida un Paese - ha detto Matteo Renzi su Rai1 in un intervento a "L'Arena" - non può aver paura, va avanti ai cittadini e dice:"questa è la legge, questa è la sentenza, questa è una soluzione". Gli esclusi, oltre un milione di pensionati, non riceveranno nulla.
Anche la Scuola: "Caro Premier - scrive la professoressa Ada Fiore, candidata per le prossime Regionali in Puglia - la buona scuola doveva essere un altro genere di lotta, ma sta diventando qualcosa che non appartiene al mondo degli insegnanti e nemmeno al mondo della scuola. Una buona scuola non è quella che crea scuole di serie A e di serie B".
Qual è il problema?
Oggi le social democrazie seguono il pensiero di Kelsen.
Lo Stato per Hans Kelsen, giurista tedesco nato nel 1881 a Praga, naturalizzato americano e morto nel 1973 a Berkeley, è lo Stato normativo, Stato del diritto come insieme di norme.
Nella democrazia, secondo lo scrittore, si dice: “L’état siamo noi”, cioè è la totalità politica che forma la società civile e lo Stato.
Kelsen sostiene la democrazia esclusivamente procedurale.
La democrazia procedurale è intesa da tutti come insieme di regole che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure. Questa procedura lascia impliciti i presupposti della democrazia, come governo dal basso e suffragio universale, lascia impliciti i valori e i fini ma lascia imprecisati i contenuti.
Le regole non stabiliscono il reale contenuto delle decisioni, cioè che cosa è giusto e che cosa è insoddisfacente. Una democrazia procedurale sarebbe aperta a ogni contenuto e comporta la neutralizzazione pubblica dei valori.
La democrazia procedurale entra in crisi quando nella società circolano tensioni che lacerano le coscienze delle persone. Una democrazia marcatamente procedurale finisce per attribuire riconoscimento ai poteri forti di fatto.
I cittadini avendo codici di riferimento morale lontani non possono mettersi d’accordo su cose fondamentali per cui c’è richiesta di procedure.
La Piazza pubblica ricorre a procedure, ciò che conta sono le procedure, cioè le regole del gioco ci forniscono le regole. Tutti quelli che partecipano al gioco seguono regole, così il gioco politico deve avere regole di procedura. Il problema nasce quando il contenuto è lasciato fuori dalle regole del gioco.
Per Kelsen la legge è volontà attualmente dotata di potere nel senso che è il potere vigente.
Il potere della legge, nel momento storico, può stabilire il diritto positivo vigente.
Se la maggioranza che fa la legge non è vincolata da qualcosa di superiore che la guida, allora può decidersi qualsiasi cosa.
La regola della maggioranza, il principio maggioritario non assolutizzato, significa decidere senza la garanzia di contenuti. Con il relativismo morale esistono nuclei indisponibili al confronto per alcuni diritti fondamentali dell’uomo. C’è controversia nelle nostre società.
Nel pensiero politico contemporaneo, cioè nelle attuali liberal democrazie, prevale l’idea di trovare le regole di giustizia, le regole del gioco che consentono la convergenza degli interessi, come se il buon comportamento seguisse l’aver tracciato le procedure giuste.
Il bilanciamento dei poteri nelle liberal democrazie significa che c’è da un lato un pessimismo antropologico e dall’altro un ottimismo misurato nelle capacità della ragione di poter dominare la realtà. L’esperienza insegna che il potere cerca di bilanciarsi e tende a prevaricare, cioè chiede per sé ciò che spetta agli altri.
I rappresentanti eletti dal popolo non tengono conto della coscienza delle persone, l’unica idonea a stabilire ciò che è giusto o ingiusto, cioè la morale dei cittadini a cui lo Stato riconosce la cittadinanza.
La cittadinanza è pienezza dei diritti civili, politici e sociali da parte dei cittadini, cioè il loro modo di essere, il loro status e il loro rapporto con lo Stato.
Il Movimento 5 Stelle lotta a fianco dei pensionati e degli insegnanti esclusi dalla "vita buona per tutti". Ogni cittadino ha il diritto di essere rispettato, cioè ha una sua dignità in quanto persona e soggetto di diritto che possiede dei diritti dovuti dalla sua necessità di esistere in libertà, nell’ambito di una società in cui si impegna per il bene comune".I portavoce del Movimento fondato da Beppe Grillo chiamano tutti i testimoni del popolo per realizzare lo sviluppo economico, la libertà politica e civile, la coesione sociale.
Francesco Liparulo, candidato consigliere alla Municipalità di Marghera, segue il candidato sindaco di Venezia Dario Scano e invita a gridare più forte: "Fuori la "democrazia renziana"!, "Fuori lo sperpero del denaro pubblico", "Fuori la partitocrazia".
Sì, vota Movimento 5 Stelle e dai la tua fiducia a Dario Sano sindaco di Venezia.

Francesco Liparulo - Venezia

sabato 16 maggio 2015

Una cittadinanza in cerca di democrazia

ELETTORI ONESTI INDICANO DAVIDE SCANO
PER UN'AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE E VERA
L’attuale democrazia deve fare i conti con le sfide del mondo globalizzato. Si auspica un diverso rapporto tra individui e società civile, un diverso modo di concepire la dignità della persona e la dignità del suo lavoro, cioè si chiede una maggiore cittadinanza attraverso una maggiore attenzione alla persona e ai suoi bisogni di esistenza.
 
I valori spirituali del popolo italiano devono essere difesi e tramandati per conservare la nostra identità e promuovere un futuro per la nostra società civile. I “valori forti” sono la dignità della persona che lavora, la famiglia, la solidarietà, la sussidiarietà e l’economia sociale di mercato.
 La "democrazia dal basso" rigenera la politica italiana. Corruzione, arroganza, sperpero del denaro pubblico sono alla base del disagio sociale di Venezia.
 
Nel pensiero repubblicano democratico si da rilievo alle virtù civiche e alla partecipazione sociale, ma nel pensiero liberale si da risalto alla "libertà da", cioè libertà da intrusione nel mio spazio privato ed è meno sentita "libertà per" fare qualcosa.
Nelle liberal democrazie (LIB-LAB = LIBERAL LABOR), come "miscela di liberalismo e socialismo", occorre superare i meccanismi impersonali per dare spazio alle formazioni sociali intermedie tra lo Stato e il Mercato, cioè occorre dare maggiore attenzione ai cittadini che devono affrontare la crisi sociale e finanziaria in un periodo di recessione che investe molti Paesi europei.
Il disagio sociale aumenta ogni giorno ed occorre dare fiducia a un territorio in preda all'incubo della disoccupazione. Occorre affrontare con trasparenza le patologie politiche, la diffusione del crimine, la droga, il degrado urbano, la prostituzione, l’inquinamento, l’abbandono della famiglia a se stessa. I valori spirituali dei Veneziani devono essere difesi e tramandati per conservare la nostra identità e promuovere un futuro per la nostra società civile.
Con Davide Scano del Movimento 5 Stelle si può ottenere un'amministrazione trasparente e vera, intesa a ripristinare i valori veneziani. 
Francesco Liparulo, candidato consigliere m5s della Municipalità di Marghera, è attento alle problematiche socio politiche del territorio per essere aderente alle istanze della cittadinanza veneziana e alla sua identità democratica.
Francesco Liparulo - Venezia

lunedì 11 maggio 2015

Italiani marciano contro l'ingiustizia sociale e la corruzione

IL MOVIMENTO CINQUE STELLE RIVENDICA
IL REDDITO DI CITTADINANZA PER I POVERI

"Non è beneficenza  - ha detto Beppe Grillo alla marcia di Assisi del 9 maggio - è un reddito per la dignità e i diritti delle persone. Poco importa che la misura costi 16 miliardi l'anno e che proprio ora sia arrivata la sentenza della Consulta sulle pensioni che ne costa altrettanti. Certo che bisogna restituire i soldi ai pensionati, ma anche agli esodati. Per una delibera così importante hanno impiegato anni".
Qual è il problema?
10 milioni di italiani nella povertà di cui 6 milioni in povertà assoluta non hanno nemmeno il necessario per sopravvivere in una comunità dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri per un fenomeno di ingiustizia sociale.
Le democrazie devono risolvere il problema della ridistribuzione dei beni per evitare la scissione dei legami sociali. Le "male bestie " di Sturzo sono ancora oggi lo statalismo, la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico.
"Il Reddito di Cittadinanza è il primo punto del programma - sostengono i "grillini"- con cui il Movimento 5 Stelle si è presentato alle elezioni politiche in cui è stato votato come prima forza politica dal 25% degli italiani. 
Un sostegno al reddito pari a 780 euro al mese per un nucleo familiare composto da una sola persona che riprende i principi contenuti nella
risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2010 e avvalorato dal rapporto ISTAT sulle condizioni del Paese. L’unica condizione che si chiede al beneficiario è di effettuare ricerca attiva del lavoro per due ore giornaliere, frequentare dei percorsi di istruzione, formazione o riqualificazione che gli consentano di passare da un settore produttivo a un altro seguendo le sue competenze, di effettuare non più di 8 ore settimanali di volontariato per aiutare la comunità e di accettare il lavoro proposto dai Centri per l'Impiego".

Ogni cittadino ha il diritto di essere rispettato, cioè ha una sua dignità in quanto persona e soggetto di diritto che possiede dei diritti dovuti dalla sua necessità di esistere in libertà, nell’ambito di una società in cui si impegna per il bene comune.La cellula vitale della società è la famiglia e lo Stato non può disinteressarsi. Soltanto la sussidiarietà, cioè la possibilità di permettere alle famiglie di trovare i giusti rimedi ai loro bisogni, può evitare le derive di tipo corporativistico e la formazione delle "lobby" che fanno eleggere deputati per i loro interessi e non per il bene di tutti i cittadini.
Jacopo Berti, candidato presidente della Regione Veneto, in testa allo schieramento compatto dei portavoce pentastellati in marcia per Assisi, mentre Davide Scano, candidato sindaco di Venezia, è protagonista in Campo Santa Margherita e in Campo S. Angelo della rivendicazione dei Veneziani di riappropriarsi della loro laguna contro la corruzione e l'intrusione delle grandi navi che sfilano fino a lambire i meravigliosi palazzi della Serenissima. Un grido un'anime: "FUORI LE GRANDI NAVI DALLA LAGUNA".
Francesco Liparulo Mestre - Ve

domenica 10 maggio 2015

Il Movimento 5 Stelle per la dignità e la sopravvivenza dei poveri

IL REDDITO DI CITTADINANZA NON È BENEFICENZA
MA DIRITTO DI SUSSIDIARIETÀ   PER  LA  COMUNITÀ
"Non è beneficenza  - ha detto Beppe Grillo il 9 maggio alla marcia di Assisi - è un reddito per la dignità e i diritti delle persone. Poco importa che la misura costi 16 miliardi l'anno e che proprio ora sia arrivata la sentenza della Consulta sulle pensioni che ne costa altrettanti. Certo che bisogna restituire i soldi ai pensionati, ma anche agli esodati. Per una delibera così importante hanno impiegato anni".

Qual è il problema?

10 milioni di italiani nella povertà di cui 6 milioni in povertà assoluta non hanno nemmeno il necessario per sopravvivere in una comunità dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri per un fenomeno di ingiustizia sociale.

Le democrazie devono risolvere il problema della ridistribuzione dei beni per evitare la scissione dei legami sociali. Le "male bestie " di Sturzo sono ancora oggi lo statalismo, la partitocrazia e lo sperpero del denaro pubblico.

I valori cristiani del popolo italiano (dignità della persona umana, famiglia, solidarietà e sussidiarietà) sono indispensabili ad una valida democrazia perché promuovono un sentimento della vita, ancorato alla centralità dell’uomo, e permettono "una convivenza ordinata e feconda".

Le basi della nostra nazione, come entità permanente, sono le regole immutabili della legge naturale, insite in ogni uomo e donna, la continuità culturale, la tradizione, la consapevolezza storica, l'amore di patria. A questi valori sono ancorati i cuori di tutti gli Italiani.

Il Movimento 5 Stelle, costituito da cittadini che credono nei valori della persona umana e della sua libertà, si rivolge a tutti gli elettori che vogliono mantenere nel tempo presente i valori del popolo italiano che hanno ispirato tutti coloro che ci hanno preceduti nell’amore verso la nostra Patria, resa una e indivisibile da coloro che seppero offrire anche la loro vita per il bene di tutti.

Ogni cittadino ha il diritto di essere rispettato, cioè ha una sua dignità in quanto persona e soggetto di diritto che possiede dei diritti dovuti dalla sua necessità di esistere in libertà, nell’ambito di una società in cui si impegna per il bene comune.

 La cellula vitale della società è la famiglia e lo Stato non può disinteressarsi. Soltanto la sussidiarietà, cioè la possibilità di permettere alle famiglie di trovare i giusti rimedi ai loro bisogni, può evitare le derive di tipo corporativistico e la formazione delle "lobby" che fanno eleggere deputati per i loro interessi e non per il bene di tutti i cittadini.
Il Movimento 5 Stelle è l'unico schieramento politico proveniente "dal popolo, del popolo e per il popolo" di Marghera in grado di risolvere la problematica specifica di una cittadina, parte integrante e indispensabile dell'esistenza di Venezia.
Francesco Liparulo Mestre - Ve

lunedì 4 maggio 2015

Il Movimento 5 Stelle denuncia il sopruso della "maggioranza di Renzi"

LA LEGGE ELETTORALE ITALICUM
È  DEMOCRATICISMO   STRISCIANTE
"Roma, 4 mag. (LaPresse) - Un partito solo al governo. Così cambierà la faccia dell'Italia con il via libera finale che con tutta probabilità la legge elettorale otterrà questa sera alla Camera. Il testo, infatti, stabilisce che il premio di maggioranza (cioè un numero di seggi aggiuntivi assegnati al vincitore perché riesca efficacemente a governare) verrà offerto al partito e non più alla coalizione, come avveniva con la precedente legge elettorale, il Porcellum."

“Non chiamatelo più così - ha detto Beppe Grillo - di italico ci ha solo il ricordo di un ventennio. Chiamatelo Nostalgicum. La fiducia sulla legge elettorale prima d’ora era stata posta da Mussolini con la Legge Acerbo nel 1923 e con la ‘legge truffa’ (un nome un programma) del 1953. Oggi viene messa sul cosiddetto Italicum”.

È democraticismo strisciante, ritorna il dominio della "volontà generale", cioè l'applicazione del pensiero antidemocratico di Rousseau.

La volontà generale per Rousseau è il popolo, cioè un essere collettivo.
La forma di governo migliore per il pensatore illuminista del Settecento è quella democratica e nello stesso tempo ritiene che una forma così perfetta non conviene agli uomini, cioè non pensa a una democrazia rappresentativa per i cittadini. La sua volontà generale non può essere rappresentativa perché è solo un'autorità lontana dal popolo.
Il popolo nell’unità di volontà generale rappresenta se stesso. La sua autorità è un potere forte e non ha bisogno di essere controllato dal basso. Il cittadino è indipendente dagli altri e dipende dalla città, cioè tra cittadino e Stato non c'è alcuna società. Il cittadino costretto a fare quello che vuole la volontà generale in quanto non c’è possibilità di dissenso. Quest’idea che non vi sia alcuna società parziale tra cittadini e volontà generale genera nel 1794 la Rivoluzione francese. Si scatena il caos dei giacobini che pretendono di usare le parole di Jean-Jacques Rousseau e di plasmare la società per organizzarla.

Le attuali social democrazie devono fare i conti con le sfide del mondo globalizzato.

Si auspica un diverso rapporto tra individui e società civile, un diverso modo di concepire la dignità della persona e la dignità del suo lavoro, cioè si chiede una maggiore cittadinanza attraverso una maggiore attenzione alla persona e ai suoi bisogni di esistenza.

Si tratta di costruire una civiltà in cui possa attuarsi quello che importa di più all’essere umano, cioè la realizzazione della dignità della persona umana.

Il Movimento 5 Stelle fondato da Beppe Grillo si è impegnato per questo ideale di società civile fondata sul rispetto dell’uomo esistenziale e concreto, dei suoi diritti, sulla fede nel progresso interno della vita e della storia del popolo italiano, sulla forza della libertà.

Alza lo stendardo pentastellato di libertà per una rivoluzione non violenta, cioè per una provocazione dei sedicenti politici che non considerano le attuali istanze del popolo italiano: lavoro e prospettive per i giovani.

No all'Italicum.
Francesco Liparulo - Venezia