ELIMINARE DISORDINI E ABUSI
PER CURARE IL BENE COMUNE
Alessandro Liparulo è indicato dal dottore Gennaro Maldacea nella “Storia di Massa Lubrense “, pubblicata nel 1840, tra gli uomini illustri di Massa Lubrense (NA).
Capaccio Giulio Cesare nella sua opera “IL FORASTIERO”, pubblicato nel 1634, indica tra gli uomini insigni di Massa Lubrense il napoletano Alessandro della nobile famiglia Liparulo di Massa
quale “vescovo della Guardia, persona insigne e cognita da i papi dai quali fu onorato dell’officio di Referendario”.
Alessandro Liparulo, già abate di Santa Barbara in Mantova, viene nominato da Urbano VIII vescovo di Guardialfiera (Campobasso) il 15 aprile 1624.
Il 14 dicembre 1637 lascia Guardia perché nominato vescovo di Campagna (Salerno) e Satriano (Lucania). Nel 1638 convoca il Sinodo diocesano. Muore nel 1644.
Dalla “Rivista Studi Salernitani” dell’Istituto Universitario di Magistero ( luglio - dicembre 1968):
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