domenica 28 febbraio 2016

Le “grilline” nello spazio pubblico di Ca’ Loredan

L’ELETTORATO PRENDE ATTO 
DEL  RUOLO INCISIVO  DI  M5S


Lo spazio istituzionale, sede di confronto politico, è luogo di interessi e di democrazia, dove i portavoce m5s esprimono la verità politica dopo aver ascoltato i cittadini che occupano lo spazio pubblico. Si tratta di far politica, cioè far sentire la voce degli elettori e per portare le loro istanze all'attenzione di tutti i Consiglieri comunali. Sara Visman sa interfacciarsi con i cittadini, sa ascoltarli con attenzione per esprimere l'unica verità che interessa ai Veneziani, cioè la costruzione del Bene comune, il Bene "di noi altri", indispensabile per una vita dignitosa e per esprimere in libertà il desiderio di mantenere nel tempo la specificità della città più bella del mondo. Politica di verità è intesa dai "grillini" come piena aderenza alle aspettative di tutti gli uomini e donne che vogliono vivere in un contesto urbano civile e ben amministrato.

giovedì 18 febbraio 2016

Le Municipalità diventano soltanto propositive

IL PARTITO DEMOCRATICO VENEZIANO
PERDE I SUOI POTERI  SUL TERRITORIO
La VII Commissione del Consiglio Comunale di Venezia si è riunita il 16 febbraio nella Sala Giunta Piccola di Ca’ Farsetti con all’ordine del giorno l’esame della proposta di deliberazione PD 757 del 28/12/2015: Modifiche al “Regolamento comunale delle Municipalità” (Articoli 4, 5, 34, 38 bis, 41, 42 e 44).

La seduta è stata presieduta da Chiara Visentin con la partecipazione dell’assessore Paola Mar (toponomastica, Decentramento, Rapporti con le Municipalità) e dell’assessore Simone Venturini (Coesione Sociale, Sviluppo Economico del Territorio – Infrastrutture, Rapporti con il Consiglio Comunale - Coordinamento Assessori). 

La presidente invita l’assessore Paola Mar per una breve introduzione.

“Questa delibera - dice l’assessora alle 11.45 - conclude il ciclo delle delibere che si propongono di modificare l’assetto delle Municipalità e in questo caso si tratta di modifiche al Regolamento in base a criteri di centralizzazione di alcune funzioni”.

Il dott. Francesco Vergine, Direttore - Vice Segretario Generale del Comune di Venezia, entra nel merito della delibera ed afferma: “Questa proposta tocca il Regolamento Comunale delle Municipalità e interviene con alcune modifiche su serie di articoli  per cercare di rendere coerente l’assetto delle modifiche nell’ambito del territorio:
- Il testo del comma 3 dell’art. 4, che riguarda i poteri del Consiglio di Municipalità, viene riformulato,  eliminando “l’esercizio dei poteri di iniziativa, parere e proposta”, con le parole “la formulazione di pareri e proposte” su temi economici, politici, sociali, culturali ed ambientali.
Il successivo comma 4 prevedeva al Consiglio Comunale, con propria deliberazione, “delegare ulteriori funzioni alle Municipalità”. Ora sarà la Giunta Comunale ad attribuire “servizi ed attività” alle Municipalità; 

- alla lettera “èlle” del comma 1 dell’art. 5 attualmente è previsto che sia il Consiglio di Municipalità a proporre progetti preliminari da sottoporre all’approvazione della Giunta comunale. Si toglie al Consiglio di Municipalità l’onere di presentare progetti preliminari. La nuova formulazione è “propone alla Giunta comunale la realizzazione di lavori nel territorio della Municipalità”. Ora basta solo la proposta su lavori specifici nell’interesse della collettività;

- il comma 1 dell’art. 34 riguarda le competenze dell’Esecutivo di Municipalità e viene riformulato. Non c’è una modifica sostanziale. L’Esecutivo “propone atti di natura preliminare riguardanti le proposte di deliberazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio di Municipalità”; il Consiglio di Municipalità riceve dal Consiglio comunale le materie e le deleghe su cui intervenire; l’organo esecutivo della Municipalità dà attuazione alla volontà del Consiglio di Municipalità;

- il comma 1 dell’art. 38 bis, in merito alle funzioni e compiti dei rappresentanti di zona di Murano, Burano e Pellestrina, viene modificato, eliminando le parole “l’attivazione di servizi e lo svolgimento di iniziative di carattere sociale, culturale, ricreativo e sportivo” e sostituendole con le parole “che riguardano comunità”. I rappresentanti potranno attivarsi per la soluzione di problematiche per la collettività, cioè per qualsiasi iniziativa per la loro comunità;

- l’art. 41 viene modificato nel senso che possa specificare meglio le competenze del sindaco. La rubrica “SEMPLIFICAZIONE DELL’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA” viene sostituita con le parole “FUNZIONI DELEGATE DAL SINDACO E SEMPLIFICAZIONE DELL’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA”.   
Il comma 1 viene completamento sostituito. Il sindaco può delegare specifiche competenze ai presidenti di Municipalità nell’ambito di risorse disponibili e per l’attuazione dei programmi dell’Amministrazione comunale, cioè l’azione amministrativa viene resa spedita, uniformata e semplificata; i presidenti di municipalità ripartiranno le deleghe tra gli organi della Municipalità chiamati ad attuarle;

- l’art. 42 ( ACCORDI - PROTOCOLLI DI INTESA) prevede che i Consigli di Municipalità possano sottoscrivere accordi e protocolli di intesa. Il testo del comma 1 viene modificato trasformando le parole “può autorizzare” con le parole “propone alla Giunta”.   Nel comma 2 viene cancellata la parola “direttore/trice di Municipalità e sostituita con le parole “dirigente competente”; 

- l’art. 44  riguarda il personale delle Direzioni d Municipalità. Il comma 1 viene modificato; vengono tolte le parole “Direttore di Municipalità” e si usa la parola “Dirigente”. Sarà la Giunta comunale a stabilire il livello di personale necessario per le Municipalità. Il comma 2 viene modificato secondo la legge per dare autonomia al dirigente per l’attuazione degli indirizzi dell’Amministrazione comunale”.

ALLe 12.03 iniziano gli interventi dei consiglieri.
“Siamo alla conclusione - afferma Nicola Pellicani (Lista Casson Sindaco) - ultima modifica di regolamento. Si è tolto la possibilità alle Municipalità di svolgere il rapporto di 1° sportello della cittadinanza. Questa delibera è atto finale che espropria le Municipalità della loro funzione, mortificando le legittime aspettative dei consiglieri eletti. Voglio ribadire che questo atto è scelta politica e non amministrativa. Sulle riforme delle Municipalità, tutti avevamo visto la necessità di intervenire; ora bobbiamo guardare avanti. Le riforme andavano fatte, però riforme e modifica di Partecipate”.

“È evidente - sostiene alle 12.08 Monica Sambo (PD) - che questa delibera incide sul funzionamento delle Municipalità e questo si inquadra più nelle intenzioni politiche e non tecniche di togliere funzioni e poteri alle Municipalità previste dalla legge. Le due delibere di oggi, quella dei “patrocini” (Esame della Proposta di Deliberazione PD 731 del 17/12/2015: Modifiche al Regolamento per la concessione di patrocini) e questa, sono un attacco alle Municipalità”-

“Peché? - interrompe la presidente Chiara Visentin (Lista Brugnaro Sindaco)”.

“L’articolo 41 viene modificato. Il sindaco si avvale del potere di delega. Nelle Municipalità - ribadisce Sambo - ci sono maggioranze politiche diverse. Il motivo della modifica non è quello di accentrare dal punto di vista tecnico - organizzativo ma politico. Si è accentrato per complicare. Per sindaco è colore politico diverso”.

“Rileggendo alcuni articoli modificati - afferma alle 12.10 Andrea Ferrazzi (PD) - è gestione fermamente politica perché toglie il potere politico delle Municipalità. Il comma 3 dell’articolo 4 toglie esercizio e potere di iniziativa. Il comma 4 dell’art. 4 toglie al Consiglio comunale   la facoltà di delegare e viene attribuita alla Giunta comunale “delegare ulteriori servizi e attività alle Municipalità. Con l’articolo 34 vengono di fatto tolte tutte le funzioni. Dissento da quello detto dal dott. Vergine”. Cosa può delegare il Consiglio di Municipalità? se stesso? Nulla! Assessore Mar, quali sono i poteri che rimangono alle Municipalità?”.

“Il Consiglio comunale - dice alle 12.16 Saverio Centenaro (Forza Italia) - delega la Giunta a dare le deleghe; è scelta politica. Ritengo che ci deve essere anche il controllo del Consiglio comunale. Quando parliamo di Regolamento, ogni Consiglio comunale debba essere interessato”.

“Ho sentito alcuni interventi - afferma alle 12.20 Davide Scano del Movimento 5 Stelle - occorre correggere il tiro, alcune cose sono fuorvianti. Questa delibera è di impoverimento. Alcune funzioni tolte al consiglio di Municipalità. Ci sono modifiche di mera organizzazione. Mi dispiace che la maggioranza non ha voluto fare i numeri. Il precisare che viene devoluta alla Giunta stabilire il livello di personale sufficiente per le Municipalità anziché i direttori, significa che non ci sono più direttori con risparmio di spesa. Stessa cosa a cascata per i progetti preliminari. Abbiamo necessità di fare questo livellamento. Credo ci sono evidenti risparmi. Vorrei chiedere le competenze per Consiglio comunale e Giunta. Per il comma 4 dell’articolo 4, le competenze delegate, che si chiamino funzioni o servizi e attività, sono la stessa cosa. Si tratta di competenze del Consiglio comunale e non della Giunta”.

Ciro Cotena  (Lista Brugnaro Sindaco) alle 12.22 chiede che siano inseriti nella delibera “i tempi massimi alle Municipalità per dare i loro pareri”.

“Il problema sollevato da Monica Sambo - afferma Renzo Scarpa (Lista Luigi Brugnaro Sindaco) - è reale. Se Municipalità rappresenta il 1° livello per l’amministrazione del territorio, non può essere in contrasto con Amministrazione centrale. Municipalità è strumento fondamentale del territorio più vicino ai cittadini per amministrare la città”.

Elena La Rocca del Movimento 5 Stelle alle 12.30 afferma: “Queste riforme generali delle Municipalità rappresentano sì valenza politica. Come influenzare la politica sul territorio è uno degli aspetti su cui si poteva lavorare a prescindere dalla centralizzazione delle funzioni come sulla razionalizzazione del carrozzone. Anch’io difendo il ruolo delle Municipalità. C’è assenza di cittadini e cittadinanza. Non possiamo sapere  e presumere di sapere quali servizi fanno comodo ai cittadini finché non li chiedono. Assenza totale del cittadino che è il fruitore dell’intero sistema”.

Il dott. Francesco Vergine alle 12.45 dice: “L’impianto, il rapporto tra Consiglio Comunale e Giunta non può essere modificato da Regolamento; è la legge che stabilisce l’assetto, il rapporto tra Consiglio comunale e Giunta. Lo statuto e il Regolamento sono strumenti. È il Comune (come Consiglio comunale) che assegna e individua funzioni che passano alla Municipalità. Il Consiglio comunale assegna risorse. Mi sento di tranquillizzare. L’articolo 42 fa salve le competenze della Giunta. Gli Ordinamenti, gli Uffici, i Servizi sono materia  di competenza della Giunta. La Giunta dà attuazione alle scelte del Consiglio comunale. La Giunta organizza Uffici e servizi anche per le Municipalità. Abbiamo fatto un lavoro di sintesi delle competenze. Sulle attuali competenze delle Municipalità ci sono 7 pagine;  basta leggere lo Statuto e il Regolamento”.

“Questa riorganizzazione - sostiene l’assessore Venturini - la rivendichiamo completamente. Interessa avere servizi efficienti per i cittadini. Riorganizzazione volta per la città con criteri uniformi. Riorganizzazione di cui andiamo fieri”.

La seduta termina alle 13.12.

Francesco Liparulo - Venezia   

martedì 16 febbraio 2016

La Città Metropolitana di Venezia non può operare

44 COMUNI DEL NUOVO ENTE SVANTAGGIATI
SENZA  LE  DELEGHE   FONDAMENTALI

Il Consiglio della Città Metropolitana di Venezia, convocato il 15 febbraio 2016 in Venezia a Palazzo  Ca’ Corner, San Marco 2662, ha discusso il bilancio di previsione per l’esercizio 2016 ed eletto il nuovo Collegio dei revisori.

“Breve aggiornamento - afferma alle 15.52 Luigi Brugnaro, sindaco della Città Metropolitana di Venezia - da parte mia non c’è nulla da dichiarare sul tema delle deleghe. Le deleghe all’Urbanistica, in parte tolte, venivano posticipate dopo l’approvazione del Piano Strategico. Non credo ci sia dietrologia da imputare a Regione. La legge Delrio è scritta male; si è lasciato quasi aperta la porta a possibili dissidi tra Regioni e Città Metropolitane per alcune deleghe che sono fondamentali per la Città Metropolitana. Non finire nelle diatribe. Non credo a dietrologia. Vanno informati i Comuni che sono svantaggiati in assenza dei chiarimenti. Si espone il PAT (Piano di assetto del territorio) a vizi fondamentali di procedura. Abbiamo chiesto la Legge regionale e nel frattempo stiamo scrivendo ai proponenti. Per la richiesta del PAT del Comune di Musile, dobbiamo diffidare i proponenti a quel progetto perché è necessario il nostro parere. Non c’è la delega della Regione. Questa cosa crea problemi. Stiamo cercando un giurista per proposte al Governo e allo Stato. Non escludo ricorsi per danni causati dalla situazione tecnica. Non sono un giurista ma sono obbligato a difendere la Città Metropolitana. Occorre chiarire. La legge è fatta male. È la volta buona perché Venezia Metropolitana voglia fare sentire la sua voce. Nello Statuto risulta che è aperta ad altre provincie, i comuni potrebbero avere interesse a progetto di costruzione di Città Metropolitana. Parlerò con Zaia. Occorre trasparenza. Per il progetto del Piano strategico mi sono dato come scadenza maggio - giugno. Abbiamo fatto un bilancio per il 2016 in assenza del Piano strategico per le “manutenzioni minime”. Il bilancio è stato redatto tecnicamente dagli uffici e sarebbe bello un approvazione corale. Occorre semplificare i tempi e spiegare a tutti cos’è il progetto di bilancio”.  

“Clima ostile - ritiene Andrea Ferrazzi (PD) - da parte Regione. Per la costituzione del Piano strategico, occorre coinvolgere tutte le forze; è uno dei documenti fondamentali per lo sviluppo del territorio metropolitano. Il Piano territoriale deve essere costruito con il massimo coinvolgimento. Credo che dal punto di vista urbanistico sia più importante citare in tutte le leggi la Città Metropolitana. La Regione faccia opera di armonizzazione nella legislazione in modo che dai singoli Comuni alla Regione  venga citata la Città Metropolitana. In assenza di tutto questo, siamo in assenza di strumenti di intervento. Quindi una forte azione da parte del sindaco Metropolitano per realizzare quanto detto”.

“Credo anch’io - dice Nicola Pellicani (Lista Casson Sindaco) - che la legge di riferimento Delrio sia incompleta e si presta ad essere interpretata malamente. Questo ultimo atto di Regione, sembra che sia ostile a città Metropolitana. Si era detto che dopo l’approvazione dello Statuto, sarebbero state conferite le deleghe. Adesso dopo il Piano strategico verranno conferite le deleghe; allora è dilazionare e mette in difficoltà molti comuni che hanno i PAT in itinere. Va fatta chiarezza e aperto un tavolo con la Regione. Sul Piano strategico, credo che lì va fatto un piano assieme per garantire partecipazione adeguata; aprire confronto analitico e poi redigere il Piano”.

“La Regione opera con le leggi - sostiene Luigi Brugnaro - e quindi la Regione non c’entra. Lo Statuto lo abbiamo fatto per lasciare ai sindaci uno spazio, convinti del grado della loro autonomia. Occorre chiedere allo Stato una compartecipazione sul reddito per la Città Metropolitana. Noi riusciamo a chiudere il bilancio per il 2016 utilizzando per l’equilibrio avanzi del 2015.      

La seduta si chiude alle 17.42.

Francesco Liparulo - Venezia

sabato 6 febbraio 2016

Proposta di delibera con vizio di forma nel Consiglio

IL SINDACO NON CONSENTE AI CITTADINI
DI VALORIZZARE I BENI CEDUTI DAL DEMANIO

Sessione straordinaria lunedì 1 febbraio del Consiglio Comunale di Venezia nella Sala delle riunioni consiliari di Ca’ Loredan.

La dott.ssa Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio, alle 21.50 apre la discussione consiliare per la proposta di deliberazione n. 710 del 2015 sull’Accordo di valorizzazione per il trasferimento in proprietà al comune di Venezia dei complessi immobiliari dello Stato denominati “Isola della Certosa” e “Forte Sant’Andrea” dichiarati di interesse culturale. 

La consigliera Sara Visman del Movimento 5 Stelle chiede di “rimandare la delibera in Commissione per vizio di forma”. “Era un refuso, era stato detto. Stilato documento con data 22 dicembre, però depositato l’11 dicembre. Come fa - dice Visman - ad essere protocollato il 22 dicembre? ”.

“Come ho già detto in Commissione - sostiene la Vice Sindaco Luciana Colle (Casa, Federalismo demaniale, Politiche della residenza, Riordino del patrimonio, Cittadinanza delle Donne) - già l’11 c’è stato accordo e firmato. I refusi esistono. Questo è un refuso. Si va avanti con questa proposta di delibera. Parliamo solo del Forte e non della parte della “Difesa”. L’Isola delle Vignole escluse perché è competenza del “Demanio Marittimo”. Stiamo parlando di 2 compendi. Si tratta di 25 milioni di euro. Forte Sant’Andrea si sta deteriorando. Condizione per essere trasferito al Comune di Venezia è ottenere una valorizzazione che si riporta nel refuso all’interno del quale è riportata la progettualità della Certosa.  Già   trovato un partner privato. Al Comune rimane la disponibilità e il programmare la valorizzazione dell’Isola di Sant’Andrea. Solo la parte relativa al maschio rimane museo. 
Il Comune sarà interessato per parte urbanistica. La parte urbanistica, la Municipalità, sarà interessata per i criteri da inserire in futuri bandi per recupero dell’Isola di Sant’Andrea. La osservazione della Municipalità rientra secondo lo Statuto nei grandi piani, nei complessi strutturali e non nei singoli beni. In questo momento la delibera riguarda l’acquisizione di singoli beni e restituire alla cittadinanza parte della città e delle isole”.

Ermeninda Damiano invita a parlare Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità di Venezia - Murano  -Burano.

“La valorizzazione - afferma Martini - non è stata mai sottoposta al parere della Municipalità. Esiste  precisa prassi amministrativa per cui il parere della Municipalità deve essere acquisito obbligatoriamente. Gli argomenti, aspetti della delibera, necessitano di approfondimento. Come si fanno e si scrivono accordi il 22 dicembre e la cittadinanza non viene chiamata. Una assemblea ha chiesto e invitato il sindaco a essere più presente per dare possibilità di ascolto.  

“Noi siamo i rappresentanti dei cittadini - afferma alle 22.00 il sindaco - questo è il Consiglio comunale. Stiamo acquisendo un bene che è gratis per il Comune. Il progetto è nato con l’Amministrazione precedente. Noi ascoltiamo tutti. Abbiamo trovato 800 milioni di debiti in questa città”.

“Il tema non è il bene nello specifico - dice Martini - ma la partecipazione all’interno della città che manca”.

“Ho capito quello che dice, ma non è possibile partecipare a tutte le assemblee; faccio 16 ore di lavoro e non trovo il tempo; è sbagliato l’approccio. Non siamo qui per polemizzare; stiamo soltanto accettando un bene. C’è Consiglio comunale. Sono andato a dialogare sulle navi e su altro. Sono convinto che possiamo fare bene. Alla fine dobbiamo votare, altrimenti, sono certo, restiamo nel dialogo. Non vogliamo toglier le competenze della Municipalità. Le deleghe sono state date e non c’era coordinamento ma stratificazione. Bisogna per forza toglierle e riassegnarle con criteri diversi. Sul tema Municipalità avremo modo di confronto.

La presidente del Consiglio apre la discussione sulla proposta di delibera n. 710.

“Ritorno indietro - dice Sara Visman - per far vedere il passaggio fatto in Comune. Questa delibera, la valutazione, non abbiamo avuto tempo per vedere tutto quello che c’è stato dietro. Sopralluogo proposto dal sindaco era cosa propedeutica e non che avvenisse quando tutto già pronto”.

Alle 22.15 interviene Monica Sambo (PD): “Ricordo - afferma la consigliera - 2 punti formali di questa delibera: doveva essere rinviata per motivi formali e poi dal punto di vista sostanziale. Quindi, per quanto riguarda il motivo formale si ha elemento Presidente della Municipalità. Ricordo che a dicembre abbiamo votato per Forte Bazzera con il parere della Municipalità e non si capisce per quale ragione nella precedente acquisizione, fatta per Forte Bazzera.
Quello che è stato evidenziato da alcune associazioni è che la delibera in oggetto ha contenuti urbanistici per cui c’è obbligo di pubblicare la proposta di delibera. Si chiede rinvio per modifica. 
Il sindaco ha promesso trasparenza. Le associazioni diffidano questo Consiglio a non approvare questa delibera. Oggi bisogna aprire tavolo di confronto. 
Qual è la partecipazione? Hanno parlato di partecipazione. Qual è la partecipazione che questa Amministrazione sta mettendo in campo? L’assemblea di San Leonardo, fatta sabato 30 gennaio, non è rappresentativa di tutta la città? Chiedo un tavolo di confronto. Apriamolo con competenti associazioni che vogliono collaborare. Vogliamo acquisire il programma di valorizzazione condividerlo con la Municipalità, il Consiglio Comunale e la città. 
La città ha bisogno di questa partecipazione”.

“Il vero tavolo di confronto - afferma Maurizio Crovato (Lista Luigi Brugnaro Sindaco) - è questa aula, il Consiglio Comunale dove parliamo di Certosa, parliamo di quell’isola, del Forte”. 

Il pubblico in sala grida: “Siete arcaici nelle questioni formali”. 

“Non è questo il problema - risponde Crovato”.

La presidente interviene: “Crovato, continui!”.

“Sant’Andrea - afferma Crovato - è la fortezza del sistema di fortificazioni di Venezia. Il recupero della Certosa risale agli Anni Ottanta.  Adesso parliamo di Piano di valorizzazione iniziato nel 2005 con la Giunta Cacciari. Si tratta di Piano con recupero di manufatto abbandonato da 50 anni e dibattuto a dicembre. Nel 2011 c’è stato passaggio isola della Certosa al Comune di Venezia. Il Demanio è lui che chiede a noi la valorizzazione”.

“I sistemi assembleari - dice alle 22.31 Nicola Pellicani - potranno esserci ancora, però significa seguire percorsi di partecipazione per usufruire di un bene. Perché non possiamo attivare questo processo? Un mese in più? Se ci sono dubbi, incertezze, se non è chiaro, un progetto  per coinvolgere l’intera città, perché non possiamo farlo? Questa fretta, perché non possiamo arrivare in modo semplice con 2 mesi in più  ed evitare la conflittualità ?”.

“Nel 2005 - afferma alle 22.35 Giovanni Giusto (Liga Veneta - Lega Nord Padania) - abbiamo iniziato a parlare del progetto, bene. Ora non è più lo Stato italiano, ma siamo noi a decidere sulla nostra fortezza. Le cose sono cambiate estremamente e necessita portarla a casa. Il Forte non può essere modificato, è pezzo di Venezia”.

“Nessuno - afferma alle 22.42 Rocco Fiano (Lista Civica Casson) - ha intenzione di dire no a questo bene. C’è riflessione da fare, non di rinunciare a un bene ma riflettere assieme anche sul modello e sullo sviluppo dell’isola. Ci sono emendamenti che modificano la delibera. Ci sono riflessioni nella direzione di valorizzazione. Acquisire e valutare con più attenzione la fase successiva di cui questo bene deve essere acquisito. Non c’è critica nei confronti di quello che può essere la volontà dell’Amministrazione comunale. Si tratta di collaborazione. Non c’è idea di dire no. Verifichiamo la parte successiva, c’è spesa in più, valutiamo”.

Alle 22.46 Davide Scano afferma: “ D’ accordo per acquisto gratuito parte dello Stato. Il pericolo che si vuole segnalare  è che il bene non sia più nella disponibilità del pubblico. Poi quale sarà l’utilità pubblica e privata del concessionario? Noi 5 Stelle vigileremo: Non si vogliono favoritismi.
Il Forte Sant’Andrea separatamente sia inserito nei Musei civici. La Ratio che ha mosso i cittadini ultimamente è il processo partecipativo. In tutti i Paesi europei e anche negli Stati Uniti per le scelte importanti'è il processo partecipativo”.

“Ipotizzo - dice Luciana Colle - che se i capigruppo hanno concordato, non c’è passaggio per le commissioni. Per Sambo che ha richiamato la municipalità, Forte Bazzera era un complesso di beni. Qui  parliamo di 2 beni. Il Maschio rimane come museo di massima fruibilità pubblica. Il Comune non da indietro Forte Sant’Andrea e la Certosa. Massima fruibilità. Quando ci sarà il bando, ci sarà la discussione sul Piano economico finanziario. La delibera di oggi riguarda solo l’acquisizione di beni dello Stato in forma gratuita a mezzo accordo di valorizzazione. Oggi la delibera parla di dare il via all’acquisizione”. 

“Decidere - afferma sindaco Brugnaro -  per farci dare isola gratuitamente. Onestà intellettuale. Non si può andare avanti con termini populistici. Ci assumiamo la responsabilità”.

La delibera viene votata favorevolmente dalla maggioranza.

Francesco Liparulo - Venezia      

venerdì 5 febbraio 2016

Il lavoro è fondamento di ogni società civile

SPETTA ALLO STATO LA CONVIVENZA PACIFICA E ARMONIOSA DEGI ITALIANI 





La responsabilità primaria in una società civile e politica spetta all'autorità politica, intesa come funzione essenziale senza la quale la persona umana non può acquisire il bene comune, indispensabile alla sua vita e a quella di tutta la società civile.




Il compito delle persone, investite di potere politico, è quello di emanare una legislazione che garantisca un'ordinata convivenza sociale nella vera giustizia perché tutti i lavoratori possano trascorrere una vita dignitosa. La legge civile deve assicurare soprattutto i diritti fondamentali che appartengono alla persona. 




Il lavoro è un bene essenziale perché con esso l’uomo realizza se stesso ed espleta la sua libertà nella comunicazione con gli altri per la creazione del bene comune, necessario al benessere materiale e spirituale della società civile. L'operaio ha anche una vita familiare che è un suo diritto e una sua vocazione naturale. La sua attività è condizione per la nascita e il mantenimento della famiglia, ritenuta cellula primordiale di tutta la comunità civile. La perdita del salario del capo famiglia mina alla radice l'unità fondamentale della stessa società.




L'esigenza di creare ricchezza e sostenere la competizione nel mondo globalizzato non può tralasciare la preminenza dei valori essenziali e il mantenimento della coesione sociale, cioè non può tralasciare di assicurare il sostentamento e l’esistenza quotidiana della vita dell’uomo, soggetto inalienabile di tutte le attività sociali.



Il valore del lavoro umano, che è tale perché caratteristica essenziale di ogni persona e bene fondante di ogni sviluppo sociale, non può essere calpestato per finalità non rispondenti ai veri bisogni primari dei cittadini. 

Il benessere materiale perde significato se non si dà importanza alla dignità del lavoro, cioè la società civile si disgrega e perde coesione se l’attività che genera ricchezza non è protetta da norme che assicurino l’esistenza del lavoratore e della sua famiglia.
Francesco Liparulo - Venezia

La difesa della socialità pluralistica italiana

LO SPAZIO PUBBLICO  È IL LUOGO DI INTERESSI
La società politica e lo Stato appartengono al versante di società civile. Lo Stato è parte della società politica che è in grado di poter garantire la “buona vita”, il vivere bene dei cittadini. La società politica ha come fine il Bene comune che trascende il bene dei singoli, cioè il fine della società è il bene della comunità, inteso come buona vita umana della moltitudine di persone. Lo Stato è strumento necessario al servizio della persona e ed è espressione che parte dal basso, cioè emerge come auto-organizzazione politica della società civile. 
Il Bene comune della società politica non sono soltanto l’insieme dei beni o servizi di utilità pubblica o di interesse nazionale (strade, acquedotti, porti scuole, leggi giuste ecc) ma il Bene comune comprende, oltre queste cose, anche l’integrazione sociologica di tutto ciò che vi è di coscienza civica: virtù politiche, senso del diritto e della libertà, prosperità materiale, ricchezza dello spirito,  rettitudine morale,  giustizia,  amicizia,  felicità, virtù nelle vite individuali dei membri della comunità, in quanto tutto questo sia comunicabile, si riversi su ciascuno ed aiuti ciascuno a vivere bene.
Tra individuo e Stato ci sono nella società pluralistica le formazioni sociali intermedie, cioè c’è pluralismo sociale. I termini della questione sono individuo, società intermedie, Stato e mercato. Lo Stato ha il compito e dovere di promuovere la ripresa economica che ristagna, di promuovere l’occupazione con spesa e opere pubbliche come strade, acquedotti, telecomunicazioni. 
L’economia prevede produzione e consumo.  Lo Stato se gestisce lo deve fare in maniera indiretta, lasciando ad organismi indipendenti l’attuazione gestionale. L’iniziativa economica deve partire dal basso, dalla libera iniziativa. Si tratta di pensiero politico democratico di tipo personalistico e pluralistico, cioè pensiero che fa riferimento alla persona ed auspica una società politica articolata, strutturata in grande quantità di società di ordine inferiore che costituiscono la struttura della società. Lo Stato non è persona morale, non è soggetto di diritti ma strumento che salvaguarda la giustizia nelle sue varie forme e tutela la sicurezza.
La società politica prevede il dialogo tra le persone che cercano il proprio benessere.
Nell’odierna società democratica libera è diffuso il relativismo morale che porta all’esistenza di controversie su alcuni diritti del cittadini. La ricchezza si concentra nel numero ridotto di mani: terrorismo, globalizzazione e squilibrio tra ricchi e poveri.
I valori essenziali dell’esistenza delle persone (libertà, vita, salute), non potendo essere misurate economicamente, tendono ad essere riportate nel privato perché non c’è una regola, non si trovano soluzioni o patteggiamenti da mercato.
Nella politica attuale si manifesta la vincita di interessi sui valori. Le rappresentanze di interessi economici prevalgono sulla rappresentanza politica. I parlamentari non hanno vincoli di mandato come i rappresentanti commerciali, dove un procuratore ha il potere di firma da parte del proprietario.
Occorre che i cittadini si attivino da soli o in gruppi evitando le derive corporativistiche. Si formano nella società gruppi di interesse privato che fanno eleggere anche politici per i loro interessi. In tutte le società ci sono aree in cui non vige che il potere venga dal basso.
Alcuni vogliono rendere tutto come mercato, rendere beni pubblici ai privati, dare ai privati ciò che è gestito dallo Stato, cioè utilizzare la regola del mercato e la concorrenza dovunque. 
Come affrontare la questione ecologica? Come affrontare i consumi e lo spreco dei beni pubblici? Come affrontare la questione ambientale?
L’ambiente naturale è manipolato e la manipolazione diventa parte della vita stessa. Il cittadino ha il dovere di entrare nello spazio pubblico per salvaguardare i suoi beni primari e i suoi valori più preziosi. Ogni cittadino con il referendum esprime se stesso, cioè fa valere la sua libertà, il suo potere di agire in virtù della propria inclinazione interiore, senza subire alcuna costrizione.

Francesco Liparulo - Venezia

Il sindaco di Venezia non mantiene le promesse elettorali

LA MACCHINA COMUNALE PRESENTA
DIRIGENTI  CHE  FANNO  I  DIRETTORI
Sessione straordinaria lunedì 1 febbraio del Consiglio Comunale di Venezia nella Sala delle riunioni consiliari di Ca’ Loredan.
La dott.ssa Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio, alle 15.47 apre la seduta consiliare. L’assessore Paolo Romor (Risorse umane, Politiche educative, Avvocatura Civica, Semplificazione amministrativa) è chiamato ad illustrare la proposta di deliberazione n. 2015/727, indicata al n.1 dell’ordine del giorno.

“Questa delibera - dice Romor - affronta i criteri generali per organizzare Uffici in funzione dei quali ridisegnare la Macchina comunale attraverso i servizi da rendere al cittadino che è il fruitore, razionalizzando le competenze tra Comune e Municipalità con l’evitare i doppioni ed ottenere economie di scala. I dirigenti devono diventare responsabili e operativi. I direttori che sono ridotti di numero per coordinare più settori”.
“Siamo davanti a criteri generali - afferma Davide Scano del Movimento 5 Stelle - in materia di uffici e servizi. La materia potrebbe sembrare apparentemente di scarsa importanza. La delibera contiene criteri generali e non ci sono numeri. Presento emendamenti per modificare e cercare di evidenziare obiettivi e finalità dell’organizzazione. Ricordo che il sindaco aveva firmato impegni formali al teatro Goldoni durante la campagna elettorale, cioè la riorganizzazione della "macchina comunale” con il taglio del 50% degli incarichi esistenti, ovvero 700 su circa 3300 dipendenti, riduzione delle consulenze esterne ed assegnazione dei nuovi incarichi secondo merito. Ridurre il 50% è primo impegno per riorganizzare e riassegnare incarichi in base a professionalità. Ruolo individuato da pianta organica. Le persone più opportune si trovano con criteri di merito. Si tratta di delibera molto importante e può portare una cascata di benefici ragguardevoli”.
“Molto sinteticamente - dice Nicola Pellicani (Lista Casson Sindaco) - vorrei ricordare la gestione; credo che questa della Macchina comunale sia uno dei grandi temi; è una delle grandi sfide per mettere in moto la Macchina comunale difronte a nuove emergenze. Le linee guida elencano alcuni obiettivi e sono troppo generici; ci si chiede di votare delibera. Il punto nodale sono le riduzioni di direzioni, la rotazione degli incarichi e le consulenze. Dalla delibera si fa fatica a comprendere, al di la della retorica, il numero dei dipendenti. Una riorganizzazione complessiva non può che toccare anche le Partecipate.
Abbiamo presentato oggi la delibera - dice il sindaco Brugnaro -perché sono criteri per fare organizzazione. Criteri condivisibili legati a democrazia. Vorrei rassicurare Scano che stimo perché è costante. I contratti non possono essere cancellati. Ci sono contratti del comparto dirigenze. La linea che confermo, che stimo, è quella di conservazione di quello che c’è. Poi sulle consulenze, non faccio nuove consulenze, solo il minimo, come l’Avvocatura civica.
La presidente del Consiglio invita Davide Scano del Movimento 5 Stelle ad illustrare il suo 1° emendamento.
Nella pagina n.3 della proposta di delibera si evidenzia la figura del Direttore Generale.
“Questa figura non serve - dice Scano - ed è considerata facoltativa. Occorre restringere la Macchina comunale e partire con il piede giusto, dando responsabilità ai dirigenti che rimangono. L’assessore ritiene che possa svolgere funzione di coordinamento. 
Si vota: presenti 27, votanti 27 favorevoli 9, contrari 19. Il Consiglio non approva.

Si passa all’emendamento n. 2 presentato dai consiglieri del Movimento 5 stelle. 
L’oggetto dell’emendamento sono i 700 incarichi comunali su 3.000 dipendenti. Il sindaco aveva sottoscritto al teatro Goldoni un accordo per selezionare il personale con bandi interni per valorizzare il merito e la trasparenza. L’assessore ritiene che l’emendamento voglia inserire un parametro che condiziona il potere di scelta del sindaco. Non si può entrare nel dettaglio. Parere negativo.

“Non vedo accordo - afferma Giampaolo Formenti ( Lista Brugnaro Sindaco) - tra quello che dite adesso e quello detto prima”.
“Quanto detto da Formenti - risponde Davide Scano - non so a che cosa si riferisce. Vorrei un chiarimento dall’assessore. Il sindaco possa individuare al massimo 35 dirigenti della futura Macchina comunale. Si spera 350 incarichi anziché 700. Gli altri 2.300 dipendenti sono stufi. Un incarico non è per tutta la vita come il diamante”.
“Non ho capito bene la contraddizione - afferma Elena La Rocca del Movimento 5 Stelle - tra istanze presentate dai dipendenti per essere parte attiva alla riforma. È vergognoso!”.
Si passa all’emendamento n.3. L’assessore sostiene che "l’emendamento si riferisce a qualcosa che entra nel dettaglio di quello che sarà il regolamento".
“È una farsa! “Non ce ne frega niente delle minoranze”, questa è la verità - dice Scano - criteri nuovi per le “performance”. Criteri generali quelli che farà la Giunta. Trovate scuse migliori”.

“Esprimo convincimento - afferma Renzo Scarpa - che 2 emendamenti possono far parte del nostro bagaglio di decisione. Invito Giunta a fare un ragionamento. Dico che si può ragionare.
Alle 18.45 la presidente del Consiglio comunale sospende la seduta.
Alle 19.20 i consiglieri ritornano in sala.

L’emendamento 3 di Davide Scano viene riscritto e ripresentato.
Valutazione della riformulazione con parere favorevole di Giunta. 
Si vota: presenti 31, votanti 31, favorevoli 31. Il Consiglio approva.
Con l’emendamento n.4 di Davide Scano viene proposto di aggiungere il punto 8 alla delibera. Si prevedono conseguenti risparmi ed economie di scala, senza prevedere un’ulteriore scrittura della delibera. Si accetta la proposta di riformulazione. Si vota: presenti 32, votanti 32, favorevoli 32. Il Consiglio approva.
L’emendamento n. 5 di Davide Scano riguarda la questione dei dirigenti. Non esiste una distinzione tra dirigenti e direttori. Si è creata una sorte di gerarchia tra dirigenti che fanno le funzioni dei direttori e dirigenti. Occorre nitidezza e cristallinità nell’individuazione dei dirigenti. I dirigenti devono essere tutti dirigenti. 
“Con questo emendamento - dice Scano - si è fatta luce sulla seguente cosa: non si capiva distinzione tra dirigente e direttore”.
Il parere di Giunta è negativo. Voto: presenti 33, votanti 28, favorevoli 4, contrari 24, astenuti 5.

Si passa alle dichiarazioni di voto per la proposta di delibera 727/2015. Criteri generali in materia di organizzazione degli uffici e servizi e di adozione del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e servizi.
La dichiarazione di voto per i consiglieri del Movimento 5 stelle è favorevole pur riconoscendo i dubbi già emersi nelle esposizioni precedenti. Si condividono gli obiettivi della proposta di deliberazione.

“Voglio ricordare - afferma Maurizio Crovato (Lista Luigi Brugnaro Sindaco) - che questo è l’inizio del cambiamento”.
Si vota per la proposta di delibera n. 727: presenti 33, votanti 33, favorevoli 27, contrari 6.
Il Consiglio approva.
Francesco Liparulo - Venezia

Cittadini per una ripresa di fiducia, di credibilità e di dignità

SOLUZIONI PER GOVERNARE IL PAESE 
CON EQUITÀ E TRASPARENZA POLITICA

La questione del governo del Paese richiede l'impegno di cittadini decisi ad ascoltare il popolo e a trovare i rimedi per uscire dalla crisi economico – finanziaria. 
Le restrizioni sociali imposte dal governo renziano, per la salvaguardia delle finanze pubbliche, richiedono un passo decisivo nella direzione dello sviluppo e dell'occupazione per uscire dalla povertà dilagante.
C'è l'esigenza per la società civile di uno Stato più umano che “riconosca e sostenga” il cittadino secondo il principio della sussidiarietà, agevolando lo sviluppo di tutte quelle energie delle singole persone e delle organizzazioni sociali per creare una comunità civile che si conserva nel tempo. 
Il governo deve provvedere a migliorare le infrastrutture, a sostenere la ricerca scientifica, a regolamentare il mercato producendo normative finanziarie e creando maggiore equilibrio tra domanda e offerta nell’ambito del territorio nazionale. 
Si tratta di frenare la povertà dilagante e la perdita dei posti di lavoro, garantendo equità sociale ed eliminando le ingiustizie sociali tra chi ha troppo e chi non ha nemmeno il necessario per mantenere la famiglia. 
Occorre dare spazio alla sussidiarietà, generare nuove imprese, attrarre nuovi investimenti, dare un valore positivo a chi fa impresa, riportare al centro il lavoro con un mercato inclusivo per i giovani, le donne e gli immigrati.
"C’è anche un dovere morale di ridare fiducia al Paese, creando nuove occasioni di lavoro e dando ossigeno alle aziende per esprimere ogni potenziale al meglio”.
L’ossigeno vitale non arriva a chi è impegnato nella produttività del Paese, cioè i lavoratori si trovano ad affrontare una disoccupazione che diventa sempre più insostenibile e le banche continuano a non agevolare il credito a chi fa impresa e genera produttività e la lavoro.
“Siamo a un punto di disfunzione democratica pericolosissima – ha detto l’economista Marco Vitale – dobbiamo ricostruire la democrazia del nostro Paese e mondialmente dobbiamo ricostruire il pensiero economico, cioè occorre un paziente lavoro coerente per traghettare l’Italia fuori da questa situazione attraverso dismissioni, sviluppo del reddito e la diminuzione della macchina politica che è la più costosa del mondo”.
Si tratta di riaffermare e realizzare per la nostra “società attenta ed esigente” i “valori forti” che sono la dignità della persona che lavora, la famiglia, la solidarietà, la sussidiarietà l’economia sociale di mercato.
Si tratta di scegliere persone in grado di risvegliare nel popolo i valori che sono alla base della società civile italiana. L'invito è rivolto soprattutto ai giovani “in grado di dare una spinta decisiva al cambio di passo del nostro Paese”.
La società politica necessita di uomini e donne che possano dare un senso all’esistenza concreta del cittadino, cioè la cittadinanza ha bisogno di persone che credono a un Progetto per il Paese. 
Si tratta di raggruppare tutti coloro che credono nei seguenti valori: dignità della persona, centralità della famiglia, libertà, responsabilità, uguaglianza, giustizia sociale, legalità, solidarietà e sussidiarietà. 
Francesco Liparulo - Venezia

mercoledì 3 febbraio 2016

Respinte nel Consiglio le istanze della sinistra

 L’AMMINISTRAZIONE DI BRUGNARO
TIRA   DRITTO  PER   LA   SUA  STRADA
Sessione straordinaria lunedì 1 febbraio del Consiglio Comunale di Venezia nella Sala delle riunioni consiliari di Ca’ Loredan.
La dott.ssa Ermelinda Damiano, presidente del Consiglio, alle 15.47 apre la seduta consiliare. L’assessore Paolo Romor (Risorse mane, Politiche educative, Avvocatura Civica, Semplificazione amministrativa) è chiamato ad illustrare la proposta di deliberazione n. 2015/727, indicata al n.1 dell’ordine del giorno. 

“Questa delibera - dice Romor - affronta i criteri generali per organizzare Uffici in funzione dei quali ridisegnare la macchina comunale attraverso i servizi da rendere al cittadino che è il fruitore,  razionalizzando le competenze tra Comune e Municipalità con l’evitare i doppioni ed ottenere economie di scala. I dirigenti devono diventare responsabili e operativi. I direttori che sono ridotti di numero per coordinare più settori”.

“Siamo davanti a criteri generali - afferma Davide Scano del Movimento 5 Stelle - in materia di uffici e servizi. La materia potrebbe sembrare apparentemente di scarsa importanza.  La delibera contiene criteri generali e non ci sono numeri. Presento emendamenti per modificare e cercare di evidenziare obiettivi e finalità dell’organizzazione. Ricordo che il sindaco aveva firmato impegni formali al teatro Goldoni durante la campagna elettorale, cioè la riorganizzazione della "macchina comunale” con il taglio del 50% degli incarichi esistenti, ovvero 700 su circa 3300 dipendenti, riduzione delle consulenze esterne ed assegnazione dei nuovi incarichi secondo merito. Ridurre il 50% è primo impegno per riorganizzare e riassegnare incarichi in base a professionalità. Ruolo individuato da pianta organica. Le persone più opportune si trovano con criteri di merito. Si tratta di delibera molto importante e può portare una cascata di benefici ragguardevoli”.

“Siamo in presenza di delibera molto generica - sostiene alle 16.15 Andrea Ferrazzi (PD) - e non vediamo le conseguenze. Sono linee generali, criteri che vanno bene in qualsiasi organizzazione. Bisogna vedere all’interno del Comune di Venezia quanto c’è da migliorare, sapendo che il Comune non è solo un’Azienda ma molto di più, cioè fornire servizi pubblici. La sfida si giocherà nel momento successivo. Non è possibile eludere uno dei punti toccati dalla delibera che hanno ricaduta. Quando si parla delle Municipalità, il tema delle organizzazioni delle Municipalità ora è chiaro. Le Municipalità entrano all’interno dell’organizzazione generale e debbono essere le prime a cui mettere l’attenzione. Le Municipalità, le prime ad essere prese in considerazione ed accogliere la sfida dell’organizzazione in termini di efficienza e di efficacia”.

“Molto sinteticamente - dice Nicola Pellicani (Lista Casson Sindaco) - vorrei ricordare la gestione; credo che questa della Macchina comunale sia uno dei grandi temi; è una delle grandi sfide per mettere in moto la Macchina comunale difronte a nuove emergenze. Le linee guida elencano alcuni obiettivi e sono troppo generici; ci si chiede di votare delibera. Il punto nodale sono le riduzioni di direzioni, la rotazione degli incarichi e le consulenze. Dalla delibera si fa fatica a comprendere, al di la della retorica, come il numero dei dipendenti. Una riorganizzazione complessiva non può che toccare anche le Partecipate. Non si può non tenere conto della complessità del territorio che per estensione è il 2° dopo Roma. In questa delibera si fa fatica a capire le scelte che verranno adottate. Per le Municipalità, è legge dello Stato che un Comune con un certo numero di abitanti sia articolato in Municipi. Se questa delibera è anche la premessa, significa svuotare completamente le Municipalità. Su questo non ci trovate d’accordo.

“Dicevo - sottolinea Andrea Ferrazzi - che questi criteri generali devono valere anche per le Municipalità. Si può fare un gruppo di lavoro per individuare il miglior modo di operare nei confronti dei cittadini. Se i criteri devono essere un tentativo di eliminare nella sostanza ogni azione del territorio, è inaccettabile. Le Municipalità, è previsto dal sistema legislativo, non si possono eliminare perché i servizi ai cittadini sono gestiti dalle Municipalità. Non vorremmo che il tentativo di enfatizzare più controllo unico portasse alla reale paralisi. La complessità si affronta con sistemi flessibili e con il controllo dei risultati. Se poi, siccome 5 su 6 Municipalità sono di colore diverso, eliminare la loro azione sul territorio, questo è grave e inaccettabile. Se è questo, allora agiremo di conseguenza. Siccome è delibera da cui tutto nasce, l’attenzione ci deve essere”.

“Su linee generali - dice alle 16.30 Monica Sambo (PD) - alcune cose sono condivisibili, sono criteri che valgono in tutta l’Italia. Alcuni punti presentano criticità. Abbiamo presentato emendamento su questioni relative alle Municipalità. Razionalizzazione, d’accordo. Rispetto alla proposta di delibera, si è voluto prendere qualsiasi regolamento e cancellare con un segno il termine Municipalità. Ci sono punti un po’ critici, forse per la terminologia e ci sono riferimenti un po’ velenosi; basta cambiare la forma attuale. Presentiamo emendamenti per punti. La organizzazione del Comune parte dal basso; aprire un tavolo di lavoro, come organizzare la Macchina comunale sia positivo. Mi sembra che sia stato recepito dall’ultima Commissione; invitare i sindacati per evitare equivoci”.

“Aggiungo poche cose - dice il sindaco Brugnaro - e mi fa piacere che Ferrazzi abbia ricordato la flessibilità che è oggettivamente  la base dell’organizzazione moderna. Abbiamo presentato oggi la delibera perché sono criteri per fare organizzazione. Criteri condivisibili legati a democrazia. Vorrei rassicurare Scano che stimo costante. I contratti non possono essere cancellati. Ci sono contratti del comparto dirigenze. La linea che confermo, che stimo, è quella dio conservazione di quello che c’è. Poi sulle consulenze, non faccio nuove consulenze, solo il minimo, come l’Avvocatura civica. 
Su uso di questi criteri per riorganizzare la Macchina rispetto alle Municipalità, ognuno dà giudizio che vuole. Nel nostro caso specifico, le deleghe risalgono a diversi anni e ci sono stratificazioni. Bisogna toglierle per riassegnarle. Oggi non esiste un Database che raccoglie tutte le agevolazioni date dalle Municipalità. Occorre Unico Database”.

“L’attuale organizzazione tra comune e Municipalità - afferma alle 16.50 l’assessore Romor -  non funziona; vogliamo trovare rimedi per eliminare i doppioni e realizzare economie di scala. L’emendamento non può essere accettato da noi”.

La presidente invita ad esprimere il voto sull’emendamento, presentato dall’opposizione, con parere negativo di giunta: Presenti 35, votanti 33, favorevoli 9, contrari 24 e astenuti 2.

“Credo che con leggera modifica dell’emendamento - dice Davide Scano - possa esserci parere favorevole. La proposta di consultare sindacati e presidenti di Municipalità non è così peregrina, è momento di confronto con sindacati e presidenti di Municipalità. Possa essere utile anche in sede di Commissione ad hoc con i sindacati”.


Alle 17.00 il consigliere Ferrazzi esprime il suo pensiero sull'emendamento n.3 alla delibera: “Si parte da principi e si definiscono azioni coinvolgenti portatori di interesse che sono i dipendenti Comunali e le Municipalità. L’emendamento va nella logica di dare concretezza all’obiettivo”.

“Sono criteri - afferma Renzo Scarpa ( Lista Brugnaro Sindaco)  - che il Consiglio comunale dà per riorganizzare, per dare maggiore funzionalità riguardo intera struttura della Macchina comunale. Le indicazioni dell’emendamento mi sembrano inopportune perché si può leggere che il lavoro del Consiglio comunale possa essere controllato da sindacati e Municipalità.  È inopportuno e ha fatto bene l’assessore a dare parere negativo. Anche dal punto di vista del reddito. La spesa di funzionamento della Macchina comunale, il costo è all’interno della spesa corrente; il funzionamento deve essere meno costoso e più efficiente. È impegno che deve essere assunto. Conservo giudizio negativo perché inopportuno”.

“Ho ascoltato Scarpa - dice Pellicani - però non viene cercato il senso dell’emendamento”.

“Ho ascoltato - afferma l’assessore - gli interventi. Ci sono aspetti positivi. Rimane il fatto che l’emendamento è come il rovescio della medaglia, che appesantisce le procedure per creare nuovo aspetto consultivo che va in direzione opposta alla semplificazione. Confermo parere negativo”.

“ La delibera - dice Rocco Fiano (Lista civica Casson) - si rifà alla delibera n.52 del 18 aprile 2011; lì al punto 2 si parla di impegno da parte dell’Amministrazione a trovarsi periodicamente con forze sindacali. In sostanza l’emendamento si rifà a questo. La delibera si ospèira a quel regolamento”.

“Torniamo a emendamento n.3 - afferma la presidente Ermelinda Damiano - con parere non favorevole da parte della Giunta”.

L’esito del voto:  presenti 31, votanti 31, favorevoli 9, contrari 22. Il Consiglio non approva.

Anche il 4 emendamento, presentato da Monica Sambo, è ritenuto dall’assessore come il rovescio della medaglia che appesantisce, cioè che ingessa la procedura dell’Amministrazione. 

“Relazionare - dice alle 17.12 Francesca Faccini (Lista Civica Sasson) - non è confronto”.

Si vota: presenti 29, votanti 29, favorevoli 10, contrari 19. Il Consiglio non approva. 

L’emendamento 5 ottiene lo stesso esito dei precedenti: presenti 28, votanti 28, favorevoli 8, non favorevoli 20. 
  
Con l’emendamento 6, illustrato da Monica Sambo, si chiede più rispetto per il Contratto Collettivo Quadro. 

Voto: presenti 30, votanti 30, favorevoli 9, contrari 21. 

Con l’emendamento 7 si parla del termine “talenti” da inserire nella delibera, ma viene considerato ambiguo. Si presenta un sub emendamento con l’aggiunta della parola “competenza”. 
Si vota il sub emendamento con parere favorevole dell’assessore. Il voto del consiglio è unanime: 28 favorevoli su 28 presenti.  

Con l’emendamento n.8, si chiama in causa lo Statuto dei lavoratori che dovrebbe essere applicato   all’Amministrazione comunale. Il risultato del voto è di 27 contrari su 30 votanti.

Il 9 emendamento sul “Controllo” non viene accettato dall’assessore. Voto: 23 contrari e 8 favorevoli su 31 votanti.

L’emendamento 10 porta il termine “velenoso” che non è considerato adeguato all’atto. Voto: non votanti 22, contrari 9 su 31 votanti. 
Anche gli emendamenti 11 e 12 ottengono voto negativo da parte del Consiglio. 

Il Consiglio è chiamato a votare l’emendamento n.1 corretto: 29 presenti, votanti 26, contrari 22, favorevoli 4, astenuti 3. 

Si vota anche per l’emendamento 2 corretto: presenti 30, votanti 30, favorevoli 9, contrari 21.

La presidente del Consiglio invita Davide Scano del Movimento 5 Stelle ad illustrare il suo 1° emendamento.

Nella pagina n.3 della proposta di delibera si evidenzia la figura del Direttore Generale.
“Questa figura non serve - dice Scano - ed è considerata facoltativa. Occorre restringere la Macchina comunale e partire con il piede giusto, dando responsabilità ai dirigenti che rimangono. L’assessore ritiene che possa svolgere funzione di coordinamento. 
Si vota: presenti 27, votanti 27 favorevoli 9, contrari 19. 

Si passa all’emendamento n. 2 presentato dai consiglieri del Movimento 5 stelle. 
L’oggetto dell’emendamento sono i 700 incarichi comunali su 3.000 dipendenti. Il sindaco aveva sottoscritto al teatro Goldoni un accordo per selezionare il personale con bandi interni per valorizzare il merito e la trasparenza. L’assessore ritiene che l’emendamento voglia inserire un parametro che condiziona il potere di scelta del sindaco. Non si può entrare nel dettaglio. Parere negativo. 

“Non vedo accordo - afferma Giampaolo Formenti ( Lista Brugnaro Sindaco) - tra quello che dite adesso e quello detto prima”.

“Quanto detto da Formenti - risponde Davide Scano - non so a che cosa si riferisce. Vorrei un chiarimento dall’assessore. Il sindaco possa individuare al massimo 35 dirigenti della futura Macchina comunale. Si spera 350 incarichi anziché 700.   Gli altri 2.300 dipendenti sono stufi. Un incarico non è per tutta la vita come il diamante”.

“Non ho capito bene la contraddizione - afferma Elena La Rocca del Movimento 5 Stelle - tra istanze presentate dai dipendenti per essere parete attiva alla riforma.  È vergognoso!”.

Si passa all’emendamento n.3. L’assessore sostiene che l’emendamento si riferisce a qualcosa  che entra nel dettaglio di quello che sarà il regolamento. 

“È una farsa! “Non ce ne frega niente delle minoranze”, questa è la verità - dice Scano - criteri nuovi per le “performance”. Criteri generali quelli che farà la Giungta. Trovate scuse migliori”.

“Esprimo convincimento - afferma Renzo Scarpa - che 2 emendamenti  possono far parte del nostro bagaglio di decisione. Invito Giunta a fare un ragionamento. Dico che si può ragionare. 

Alle 18.45 la presidente del Consiglio comunale sospende la seduta.
Alle 19.20 i consiglieri ritornano in sala. 
L’emendamento 3 di Davide Scano viene riscritto e ripresentato.
Valutazione della riformulazione con parere favorevole di Giunta. 
Si vota: presenti 31, votanti 31, favorevoli 31. Il Consiglio approva.

Con l’emendamento n.4 di Davide Scano viene proposto di aggiungere il punto 8 alla delibera. Si prevedono conseguenti risparmi ed economie di scala, senza prevedere un’ulteriore scrittura della delibera. Si accetta la proposta di riformulazione. Si vota: presenti 32, votanti 32, favorevoli 32. Il Consiglio approva. 

L’emendamento n. 5 di Davide Scano riguarda la questione dei dirigenti. Non esiste una distinzione tra dirigenti e direttori. Si è creata una sorte di gerarchia tra dirigenti che fanno le funzioni dei direttori e dirigenti. Occorre nitidezza e cristallinità nell’individuazione dei dirigenti. I dirigenti devono essere tutti dirigenti. 
“Con questo emendamento - dice Scano - si è fatta luce su seguente cosa: non si capiva distinzione tra dirigente e direttore”.
Il parere di Giunta è negativo. Voto: presenti 33, votanti 28, favorevoli 4, contrari 24, astenuti 5.

Alle 19.50 viene proposto l’emendamento n. 5 illustrato da Elena La Rocca che chiede l’aggiornamento del punto 3 della premessa in merito al termine ”lavoro” come indicato anche dall’assessore. Si vota con parere favorevole di Giunta: presenti 32, votanti 32, favorevoli 32.

Si passa alle dichiarazioni di voto per la proposta di delibera 727/2015. Criteri generali in materia di organizzazione degli uffici e servizi e di adozione del Regolamento sull’ordinamento degli uffici e servizi.

La dichiarazione di voto per i consiglieri del Movimento 5 stelle è favorevole pur riconoscendo i dubbi già emersi nelle esposizioni precedenti. Si condividono gli obiettivi della proposta di deliberazione.

Monica Sambo (PD) dichiara per il suo gruppo un voto non favorevole per la questione delle Municipalità.

“Voglio ricordare  - afferma alle 20.00 Maurizio Crovato (Lista Luigi Brugnaro Sindaco) - che questo è l’inizio del cambiamento”.

Francesca Faccini (Lista casino Sindaco) afferma: “Ci siamo presentati seguendo le proposte per i dipendenti.  Doveroso e necessario riorganizzare la Macchina comunale. Voto contrario per gli emendamenti bocciati”.

Si vota per la proposta di delibera n. 727: presenti 33, votanti 33, favorevoli 27, contrari 6.
Il Consiglio approva.

Francesco Liparulo - Venezia